Agricoltura in Umbria: 3,5 milioni per rilancio Bio nuovi fondi

Agricoltura in Umbria: 3,5 milioni per rilancio Bio nuovi fondi

I fondi sostengono le imprese a Perugia e zone

PERUGIA, 30 gennaio 2026 – L’economia rurale del cuore verde d’Italia riceve una spinta decisiva verso la transizione ecologica. La Regione Umbria ha ufficialmente sbloccato un plafond da 3,5 milioni di euro destinato a potenziare il comparto delle produzioni certificate per l’annualità 2026. L’iniziativa, che si inserisce nel quadro normativo della misura SRA29 del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR), punta a sostenere economicamente le realtà che scelgono di abbandonare i metodi convenzionali o che intendono consolidare la loro presenza nel mercato del biologico. Si tratta di un investimento strategico che mira a coniugare la tutela del paesaggio con la redditività d’impresa.

L’architettura del provvedimento si divide in due direttrici operative fondamentali per coprire l’intero ciclo di vita di un’azienda ecosostenibile. Da un lato, l’azione SRA 29.1 offre un paracadute finanziario a chi avvia il delicato processo di conversione, periodo in cui i costi gestionali aumentano a fronte di raccolti non ancora vendibili come biologici. Dall’altro, l’azione SRA 29.2 premia la costanza di chi è già certificato, garantendo un sussidio per il mantenimento degli standard qualitativi. La platea dei beneficiari è ampia: possono accedere ai fondi sia gli imprenditori agricoli singoli sia le cooperative, fino agli enti pubblici che gestiscono terreni nel perimetro regionale, a patto di sottoscrivere un impegno di gestione quadriennale.

La distribuzione delle risorse è stata calibrata meticolosamente in base alla complessità della coltura e all’ubicazione geografica dei terreni. L’agricoltura umbra, nota per la sua eterogeneità, vedrà premi differenziati: per chi intraprende la conversione, gli indennizzi partono da una base di 292 euro per le aree destinate a foraggio, arrivando fino al tetto massimo di 1.367 euro per ettaro per i vigneti, settore trainante dell’export locale. Per chi è già a regime, i contributi oscillano tra i 236 e i 1.168 euro. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla zootecnia, con integrazioni specifiche per i pascoli destinati all’alimentazione del bestiame, rendendo il bando uno strumento di welfare rurale completo e versatile.

L’aspetto più rilevante per il ranking delle imprese riguarda la possibilità di cumulare questi aiuti con altre indennità, come quelle dedicate alle zone montane (SRB01) o alle aree svantaggiate (SRB02), nonché i sostegni per gli agricoltori custodi della biodiversità. Come evidenziato dall’assessore Simona Meloni, la scelta del biologico non è solo una risposta pragmatica alle emergenze climatiche, ma un vero pilastro identitario per l’Umbria. La sfida è quella di trasformare la qualità ambientale in un valore aggiunto percepito dal mercato globale, come riporta il comunicato stampa dell’ Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria. Le istanze dovranno pervenire formalmente tramite il portale Agea entro il termine perentorio del 15 maggio 2026, segnando una tappa cruciale per lo sviluppo sostenibile a Perugia e dintorni.

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