Stadio-clinica, Tar congela il progetto Euro 2032 a Terni

Ternana diffida la Regione, scontro sullo stadio-clinica

Decisione attesa tra 45 giorni sul nodo stadio‑clinica a Terni

Un passaggio giudiziario rapidissimo ha rimesso tutto in discussione, lasciando sospeso un progetto che da anni alimenta aspettative e tensioni. L’udienza di merito davanti al Tar dell’Umbria, durata appena quattro minuti, ha congelato il futuro del nuovo stadio Liberati e della clinica privata convenzionata, rinviando ogni certezza ai prossimi 45 giorni. Una decisione che pesa su una città che attende da tempo un intervento capace di cambiare volto al proprio quadrante urbano.

Un progetto ambizioso rimasto sospeso

Il piano di riqualificazione prevede un impianto da circa 18.000 posti completamente coperti, con aree commerciali, museo societario, spazi pedonali e parcheggi ampliati oltre quota 1.200. L’intervento, pensato per garantire standard superiori alla Serie B, punta a trasformare il Liberati in una struttura moderna, energeticamente sostenibile e potenzialmente idonea a ospitare eventi di livello nazionale, sfruttando anche la vicinanza con Roma.

Accanto allo stadio, il progetto include una clinica privata da 203 posti letto, con servizi sanitari e di ricerca, oltre a quasi 500 parcheggi dedicati. Un tassello che, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe colmare un vuoto strutturale nella provincia ternana, dove strutture convenzionate analoghe sono oggi presenti solo nel capoluogo regionale.

L’udienza lampo e un verdetto che pesa

L’udienza, come scrive Capotosti su Il Messaggero, si è svolta ieri mattina, dalle 12.05 alle 12.09. Nessun rinvio, nessuna discussione aggiuntiva: i giudici amministrativi hanno verificato la regolarità del contraddittorio e trattenuto la causa in decisione. Una procedura essenziale, quasi formale, che però non chiarisce nulla sul destino dell’intervento. L’esito resta incerto, mentre la città osserva con crescente inquietudine.

Investimento privato e nodo politico

L’operazione, stimata tra i 40 e i 60 milioni di euro, è strutturata come partenariato pubblico‑privato con una convenzione di circa 44 anni. Il rischio tecnico ed economico ricadrebbe interamente sull’operatore privato, senza oneri diretti per il Comune. Gli atti progettuali prevedono una chiusura finanziaria entro 18 mesi dalla firma e una serie di fasi costruttive che consentirebbero alla Ternana di continuare a giocare nel Liberati durante i lavori.

Il progetto, approvato dal Comune dopo il via libera della Conferenza dei servizi regionale di tre anni fa, è stato bloccato dalla giunta Proietti, aprendo un fronte politico che ha spaccato istituzioni e territorio. Da un lato la Regione, oggi contraria; dall’altro un’amministrazione comunale che aveva già dato l’ok formale all’intervento.

Un sogno che rischia di svanire

Per Terni, la prospettiva di un impianto moderno rappresenta da tempo un’occasione rara. L’idea di un Liberati rinnovato, capace di inserirsi anche in scenari come Euro 2032, ha alimentato speranze e dibattiti. Ora tutto dipende dal verdetto del Tar, che arriverà entro un mese e mezzo e determinerà se questo percorso potrà ripartire o se resterà un progetto incompiuto.

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