Riscaldamento, ANPVI lasciata al gelo: Comune sotto accusa

Riscaldamento, ANPVI lasciata al gelo: Comune sotto accusa

Sede al freddo, a Perugia cresce la protesta contro l’inerzia

Un freddo che non è solo meteorologico, ma simbolo di una disattenzione istituzionale che si trascina da mesi e che continua a colpire chi, più di altri, avrebbe bisogno di ambienti sicuri e dignitosi. Nella sede dell’Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti, realtà storica del territorio, il riscaldamento è fuori uso da tempo, lasciando utenti, volontari e lavoratori socialmente utili a svolgere le proprie attività in condizioni che sfiorano l’inaccettabile.

Il guasto, segnalato già lo scorso inverno, non ha ancora trovato soluzione. L’immobile, di proprietà comunale, attende un intervento di manutenzione straordinaria che continua a essere rimandato, mentre all’interno delle stanze il termometro scende a livelli che rendono difficile perfino restare seduti. Per chi convive con una disabilità visiva, affrontare un ambiente ostile non è un dettaglio: è un ostacolo ulteriore, una barriera che si aggiunge a quelle già presenti nella quotidianità.

La sede dell’ANPVI non è un luogo qualunque. È un punto di riferimento per chi cerca supporto, formazione, socialità. È uno spazio dove i giovani del servizio civile svolgono attività fondamentali, dove i lavoratori socialmente utili trovano un ruolo e una dignità, dove i volontari offrono tempo ed energie senza chiedere nulla in cambio. Eppure, tutti loro sono costretti a convivere con un gelo che non dovrebbe appartenere a un luogo dedicato alla fragilità e all’inclusione.

Il problema del riscaldamento è solo l’ultimo tassello di una vicenda più ampia, segnata da ritardi e incertezze. La questione dell’assegnazione definitiva della sede, infatti, resta sospesa da anni, tra rinvii e decisioni mai formalizzate. Una precarietà che pesa sulla continuità delle attività e che alimenta un senso di abbandono difficile da ignorare.

La mancanza di interventi non è percepita come una semplice inefficienza amministrativa, ma come un segnale doloroso: le esigenze delle persone con disabilità sembrano scivolare in fondo alle priorità. Chi frequenta la sede lo percepisce ogni giorno, mentre si stringe nelle giacche per resistere al freddo, cercando di portare avanti comunque le attività previste.

In questo contesto, l’indifferenza rischia di trasformarsi in una forma di violenza psicologica, perché comunica implicitamente che il disagio di alcuni può essere tollerato, che il loro benessere può attendere. Ma chi vive quella sede non può aspettare. Non può sospendere la propria vita in attesa di un intervento che tarda ad arrivare.

L’ANPVI chiede solo ciò che dovrebbe essere garantito a ogni realtà sociale: una sede adeguata, funzionante, riscaldata. Un luogo dove svolgere attività sportive, formative e di supporto senza dover combattere contro il gelo. Un luogo che possa accogliere anche altre associazioni, come già avviene con ESN Perugia e Aciperum, senza costringerle a operare in condizioni proibitive.

Il Comune di Perugia è chiamato a intervenire con urgenza, sia per ripristinare il riscaldamento, sia per chiudere definitivamente la partita dell’assegnazione della sede. Continuare a rimandare significa ignorare diritti fondamentali, trattando la fragilità come un dettaglio amministrativo.

Perché il freddo che attraversa quelle stanze non è solo quello dell’inverno. È il gelo dell’indifferenza, ed è questo il clima più difficile da sopportare.

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