Peppino Mazzotta porta al Teatro Morlacchi la storia del grande matematico Alan Turing

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Peppino Mazzotta porta al Teatro Morlacchi la storia del grande matematico Alan Turing

di Antonella Valoroso
Al Teatro Morlacchi di Perugia, da mercoledì 7 a domenica 11 gennaio, va in scena Enigma (Breaking the Code), uno spettacolo in cui il racconto teatrale diventa una riflessione universale sulla libertà di pensiero, sull’identità e sul prezzo che spesso la società fa pagare a chi è radicalmente diverso. Un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro che interroga la storia e, attraverso di essa, il nostro presente. Protagonista è Peppino Mazzotta, chiamato a dare voce e corpo a una delle menti più straordinarie – e tragicamente incomprese – del Novecento: Alan Turing.

Scritto nel 1986 dal drammaturgo inglese Hugh Whitemore e diretto in questa edizione da Giovanni Anfuso, Enigma non si limita a ricostruire una biografia ma propone un viaggio emotivo e intellettuale dentro il paradosso di un uomo che ha contribuito in modo decisivo alla vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale, ma che è stato poi schiacciato dalla stessa società che aveva salvato.

Alan Turing, matematico britannico nato nel 1912, è considerato uno dei padri dell’informatica moderna. Negli anni Trenta teorizzò la celebre macchina di Turing, un modello astratto capace di definire i limiti e le potenzialità del calcolo automatico: un’intuizione che avrebbe gettato le basi per i computer contemporanei e per l’intelligenza artificiale. Durante la guerra fu tra i protagonisti della squadra segreta di Bletchley Park, dove il suo genio contribuì a decifrare i messaggi criptati dell’esercito tedesco, codificati con la macchina Enigma. Secondo molti storici, quel lavoro accorciò il conflitto di almeno due anni, salvando milioni di vite.

Nel dopoguerra, Turing dovette però fare i conti con un altro codice, quello della morale inglese  dell’epoca, che considerava l’omosessualità un reato. Nel 1952 fu processato e condannato a subire una brutale forma di castrazione chimica. Due anni dopo, nel 1954, morì in circostanze mai del tutto chiarite. Solo nel 2013, a quasi sessant’anni dalla sua morte, il governo britannico, tramite la regina Elisabetta II, gli ha concesso la grazia postuma, un atto riconosciuto come una “grazia reale” che ha preceduto la cosiddetta «legge Turing» del 2017 con la quale è stata resa giustizia a migliaia di altri uomini condannati per atti omosessuali.

Il testo di Whitemore prende le mosse da un interrogatorio di polizia, apparentemente banale, che diventa la chiave narrativa per una serie di flashback: l’infanzia segnata dall’amore per la matematica, gli anni febbrili di Bletchley, il lavoro ossessivo sulla decrittazione, fino alla solitudine e alla persecuzione. È una struttura teatrale che trasforma la vicenda personale in una riflessione universale sulla libertà di pensiero, sull’identità e sul prezzo che spesso la società fa pagare a chi è radicalmente diverso.

Accanto a Mazzotta, in scena Maurizio Marchetti, Liliana Randi, Domenico Bravo, Carmelo Crisafulli, Luca Fiorino, Vincenzo Palmeri e Irene Timpanaro, per uno spettacolo corale che alterna rigore storico ed emozione, intelligenza e dolore.

Enigma è, in definitiva, un omaggio a un “eroe del pensiero libero”, ma anche uno specchio puntato sul presente: un invito a interrogarsi su quanto spazio siamo davvero disposti a concedere al genio, alla diversità, alla verità.

Orari spettacoli
Mercoledì ore 20.45, giovedì ore 19.30, venerdì ore 20.45, sabato ore 18, domenica ore 17.

Biglietti e informazioni
Botteghino Telefonico Regionale Teatro Stabile dell’Umbria: 075 57542222 (lun–sab, 17–20)
Botteghino Teatro Morlacchi: 075 5722555 (lun–ven 10–13.30; sab 17–20)
Acquisto online: www.teatrostabile.umbria.it

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