Fp Cgil chiede rinnovo contratto e aumenti salariali adeguati
Davanti al Duomo di Orvieto i lavoratori dell’Opera del Duomo hanno organizzato un flash mob per richiamare l’attenzione sulla vertenza nazionale delle Fabbricerie. La mobilitazione, avvenuta il 3 dicembre, ha voluto sottolineare l’urgenza di riaprire il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto collettivo, scaduto ormai da quasi due anni.
Cartelli e volantini hanno raccontato la frustrazione dei dipendenti: “Tutto è aumentato, dagli affitti alle bollette, dai beni alimentari ai ricavi delle Fabbricerie. Solo i nostri stipendi restano fermi”. Una denuncia chiara, che evidenzia come l’inflazione abbia eroso il potere d’acquisto senza che vi sia stato un adeguamento salariale.
La proposta di incremento del 6,4% avanzata dall’associazione datoriale è stata giudicata insufficiente dai sindacati. Andrea Pitoni, segretario generale Fp Cgil Terni, ha ribadito che l’offerta non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria e non tutela realmente i lavoratori. “Serve un contratto che recuperi anche lo scostamento del triennio precedente, come previsto dalle clausole contrattuali. Basta con risposte elusive: occorrono aumenti tabellari adeguati”.
La vertenza delle Fabbricerie riguarda un settore particolare ma strategico: i lavoratori garantiscono ogni giorno l’apertura e la cura di monumenti che rappresentano un patrimonio culturale e religioso di valore universale. Senza il loro impegno, luoghi come il Duomo di Orvieto non potrebbero accogliere visitatori e fedeli. La protesta assume quindi un significato che va oltre la rivendicazione salariale, toccando il tema della tutela del patrimonio e della dignità di chi lo custodisce.
Il flash mob ha visto una partecipazione compatta, con lavoratori che hanno scelto di manifestare in un luogo simbolico, davanti a uno dei monumenti più rappresentativi dell’Umbria. La scelta della piazza non è casuale: il Duomo diventa palcoscenico di una richiesta di giustizia sociale, unendo la bellezza dell’arte alla voce di chi chiede riconoscimento.
La mobilitazione si inserisce in un contesto nazionale di tensione, con il contratto 2021-2023 scaduto e una trattativa arenata. I sindacati chiedono un confronto serio e immediato, capace di dare risposte concrete. La Fp Cgil sottolinea che il lavoro nelle Fabbricerie non può essere considerato marginale: è un presidio culturale e sociale che merita rispetto e valorizzazione.
La protesta di Orvieto è destinata a proseguire se non arriveranno segnali di apertura. I lavoratori hanno ribadito la disponibilità a continuare la mobilitazione, convinti che solo con la pressione pubblica si possa ottenere un risultato. La vertenza diventa così un banco di prova per la capacità delle istituzioni di ascoltare e di garantire equità.
Il messaggio lanciato dal flash mob è chiaro: senza un contratto giusto, senza stipendi adeguati, non si può parlare di tutela del patrimonio. La dignità dei lavoratori è parte integrante della salvaguardia dei monumenti.

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