Critiche sul gettito senza visione e accessibilità debole
Con le delibere n. 501 e 503 approvate il 26 novembre, la Giunta comunale ha deciso un aumento generalizzato della tassa di soggiorno, operativo dal 1° aprile 2026. Le nuove tariffe, in diversi casi raddoppiate, interesseranno tutte le strutture ricettive, incluse le locazioni brevi e turistiche, finora marginalmente tassate.
Per gli operatori del settore la misura equivale a una vera e propria nuova imposta. L’Amministrazione stima un introito superiore a 1,6 milioni di euro, destinato a coprire spese eterogenee: cultura, eventi, promozione, manutenzioni, pulizie ed energia. Una quota consistente sarà assorbita da spese ordinarie, senza che sia stato delineato un piano strategico di medio-lungo periodo né strumenti di valutazione sull’efficacia degli investimenti.
Il consigliere comunale Nicola Volpi (Fratelli d’Italia) ha evidenziato il rischio di un paradosso: “Si chiede di più a chi sceglie Perugia, ma non si creano le condizioni per attrarre nuovi visitatori”. Secondo Volpi, la città rischia di perdere competitività proprio quando servirebbero visione e coraggio.
Un nodo cruciale resta l’accessibilità. L’aeroporto di Sant’Egidio, unico scalo umbro, continua a operare con rotte limitate e collegamenti fragili con il centro. Non esiste, al momento, una strategia coordinata per valorizzarlo come asset turistico.
Volpi ha ribadito la necessità di inserire ogni intervento fiscale in una cornice più ampia: potenziamento dei trasporti, rilancio della promozione e un piano integrato di sviluppo. “Il turismo non si sostiene con più tasse – ha aggiunto – ma con un progetto chiaro e coerente”.
La questione apre un dibattito più ampio sulla politica turistica locale: senza una regia forte e scelte lungimiranti, l’aumento del gettito rischia di trasformarsi in un freno alla crescita. Gli operatori chiedono certezze e strategie, mentre la città attende risposte concrete.

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