Il contest celebra Ovidiu Stamulis con borse di studio
La decima edizione del Contest “Accendi la voce” ha segnato un traguardo simbolico: dieci anni di letture ad alta voce che hanno dato spazio agli studenti, trasformando il silenzio in parola e il timore in espressione. Nato con l’obiettivo di stimolare la pratica della lettura pubblica e di arricchire il percorso scolastico con un’esperienza culturale e artistica, il concorso ha messo in palio due borse di studio, diventate ormai un riconoscimento atteso e prestigioso.
In un decennio, centinaia di giovani hanno scelto di “accendere la propria voce”, affrontando il pubblico con testi di narrativa, poesia, canzoni o monologhi teatrali. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 30 concorrenti, ciascuno libero di selezionare il brano preferito, purché contenuto nei due minuti previsti dal regolamento.
Per celebrare i dieci anni, è stato introdotto un seminario rivolto a genitori e insegnanti, dal titolo “Chi dialoga con chi?”, condotto dallo psichiatra e scrittore Cesare Cornaggia, docente all’Università Bicocca di Milano. Un momento di riflessione sul rapporto tra adulti e giovani, coerente con lo spirito del contest.
Il concorso è dedicato alla memoria di Ovidiu Stamulis, studente dell’ITET Aldo Capitini, vittima innocente di violenza familiare. La giuria, composta da cinque esperti del mondo dello spettacolo – Carla Spagnoli, Cristina Mencaroni, Cinzia Spogli, Andrea Mancini e Matteo Ciccioli – ha valutato le performance esclusivamente attraverso l’ascolto, senza vedere i concorrenti.
Le borse di studio sono state assegnate a Filippo Faina, che ha interpretato il monologo “Non pensare. Diventa” di Kevin Russo, e ad Asia Paparelli, che ha dato voce a “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Perugia e sostenuta dall’ITET Capitini, dalla Compagnia teatrale La Badia di Pietrafitta e da Ballerio-ETS, ha potuto contare anche sul contributo di numerosi volontari, confermando la forza di una comunità che si riconosce nel valore della parola condivisa.
Il contest, nato come semplice esperimento, è oggi un appuntamento consolidato che ha saputo crescere insieme ai suoi protagonisti. La scelta di leggere davanti a una giuria invisibile ha reso l’esperienza ancora più intensa, ponendo al centro la voce e il contenuto, senza filtri né distrazioni.
Dieci anni di “Accendi la voce” raccontano un percorso di formazione e di coraggio, in cui gli studenti hanno imparato a trasformare la lettura in gesto di libertà e testimonianza. Un’eredità che continua a rinnovarsi, anno dopo anno, con la stessa passione e con la stessa convinzione: dare spazio alle parole significa dare spazio alle persone.

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