Umbria, famiglie al centro: il ruolo dei Centri per la Famiglia
Perugia, 29 novembre 2025 – Mentre la società cambia a una velocità che spesso lascia disorientati, la famiglia rimane il punto fermo, lo spazio dove si cresce, si impara, si sbaglia e si ricomincia. È da questa consapevolezza che ha preso forma l’incontro “Le politiche familiari dal nazionale al locale. Il ruolo dei Centri per la Famiglia”, promosso dal Dipartimento provinciale Politiche Sociali di Fratelli d’Italia, che ha riunito cittadini, amministratori e rappresentanti istituzionali nel capoluogo umbro.
Una partecipazione calorosa, segno che il tema tocca profondamente la vita quotidiana di chi, in Umbria, affronta sfide educative, economiche e relazionali sempre più complesse. Al centro del dibattito un messaggio chiaro: la famiglia deve tornare protagonista delle politiche pubbliche.
La voce dei territori: “Rimettere al centro la persona e la famiglia”
Ad aprire i lavori è stato Filippo Vitali, Coordinatore comunale di FDI, che ha sottolineato quanto il dialogo diretto con famiglie e cittadini debba essere un impegno costante, non episodico. A seguire, l’intervento di Marco Squarta, che ha evidenziato come il tema della famiglia sia oggi oggetto di pressioni e cambiamenti a livello europeo:
«Assistiamo a un attacco quotidiano alla famiglia tradizionale; noi lavoriamo con determinazione per difenderla e ristabilire un equilibrio che riteniamo essenziale», ha affermato.
Toni, questi, che hanno trovato eco nelle parole di Elena Fruganti, responsabile provinciale del Dipartimento Politiche Sociali. Con lucidità, ha descritto l’attuale momento storico come un vero cambio d’epoca: non solo trasformazioni sociali, ma mutamenti che toccano la stessa idea di persona e di comunità.
«La famiglia non è un residuo del passato, ma il primo presidio educativo, affettivo e sociale. Il suo primato è insostituibile», ha dichiarato.
Fruganti ha sottolineato l’urgenza di politiche regionali più nitide e coerenti, capaci di distinguere senza ambiguità il ruolo dei Centri per la Famiglia – spazi di accompagnamento, sostegno e empowerment – da quello dei Consultori familiari, spesso confusi a livello locale. Una chiarezza necessaria per rispondere in modo efficace alle esigenze dei nuclei umbri.
Morgante: “Prendersi cura delle famiglie significa custodire il futuro”
L’On. Maddalena Morgante, responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili di FDI, ha ribadito l’impegno della maggioranza parlamentare a riportare la famiglia al centro dell’agenda sociale, culturale e istituzionale.
«Sostenere maternità e paternità vuol dire dare speranza ai giovani e al Paese. Prendersi cura delle famiglie significa custodire il futuro», ha affermato.
Tra i nodi più sentiti, il tema del primato educativo della famiglia e del ruolo del consenso informato nella cooperazione con la scuola: un richiamo a una relazione chiara e rispettosa delle responsabilità genitoriali, lontana da derive ideologiche.
Morresi: investimenti, empowerment e piani strategici per l’infanzia
Al centro dell’attenzione l’intervento di Assuntina Morresi, Vice Capo Gabinetto vicario del Ministro per la Famiglia. Morresi ha spiegato come le politiche del Governo stiano segnando una discontinuità netta con il passato: non più una famiglia vista come destinataria passiva di assistenza, ma come soggetto attivo, capace, da accompagnare e rafforzare.
Gli investimenti già messi in campo lo dimostrano:
- 115 milioni di euro destinati ai Centri per la Famiglia, punti di riferimento per ascolto, sostegno alla genitorialità, mediazione familiare, orientamento educativo;
- l’avvio del Piano per la Famiglia e del Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza, strumenti strategici che guideranno le politiche nazionali nei prossimi anni.
Un modello che punta a costruire famiglie più forti, autonome e partecipi, capaci di affrontare le sfide sociali con maggiore consapevolezza e resilienza.
Un messaggio per l’Umbria: “La famiglia non è sola”
A chiudere il dibattito, ancora una volta, il richiamo di Elena Fruganti, che ha voluto lanciare un messaggio semplice ma fondamentale: “le famiglie umbre non sono sole”.
Nel tempo dell’incertezza economica, delle fragilità educative, dell’isolamento relazionale, il territorio ha bisogno di politiche, strutture e investimenti che mettano la famiglia al centro, non ai margini.
L’incontro di Perugia ha mostrato una visione unitaria e determinata: fare della famiglia la priorità dell’azione politica, costruire una società più solida, sostenere giovani, genitori, nonni e bambini.
Una promessa che attraversa l’Umbria da nord a sud e che parla al cuore di ogni casa:
la forza di un territorio nasce dalle sue famiglie. E oggi, più che mai, c’è l’impegno a proteggerle, ascoltarle e accompagnarle verso il futuro.
Yessenia Barros

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