Anci Umbria chiede una Zes estesa a tutta la regione

Aree interne, Federico Gori Anci attacca algoritmi e classifiche

Una Zes regionale per imprese competitive e territori uniti

L’Umbria si trova di fronte a una sfida cruciale: trasformare la fragilità del suo tessuto economico e sociale in un’opportunità di rilancio. È in questo scenario che si colloca la richiesta di Anci Umbria, guidata dal presidente Federico Gori, di estendere la Zona economica speciale (Zes) all’intero territorio regionale.

La regione, caratterizzata da una morfologia complessa e da una rete di piccoli Comuni collocati prevalentemente nelle aree interne, porta ancora i segni dei terremoti e delle crisi economiche degli ultimi decenni. Secondo Gori, limitare la Zes a una parte del territorio significherebbe accentuare divisioni e disparità già esistenti. “L’Umbria non può permettersi nuove fratture – ha sottolineato – ma ha bisogno di strumenti concreti per riattivare la leva economica, sostenere l’occupazione e rendere i territori attrattivi e vivibili”.

Attualmente, solo 37 Comuni su 92 rientrano nelle aree ammissibili al credito d’imposta Zes, pari a circa 405mila abitanti. La selezione, effettuata nel 2021, ha incluso realtà come Bastia Umbra, Foligno, Gubbio, Spoleto e Narni, oltre ad alcune aree del comune di Terni. Questa scelta ha generato un quadro disomogeneo: imprese confinanti si trovano in condizioni diverse, con alcune che possono accedere agli incentivi e altre escluse. Una situazione che, secondo Anci, rischia di compromettere la competitività e la capacità di attrarre investimenti. La proposta di estendere la Zes a tutta la regione non viene letta come una decisione politica, ma come una necessità concreta. L’Umbria, con la sua distribuzione diffusa di insediamenti e i limiti infrastrutturali, ha bisogno di un approccio unitario. Solo così si possono garantire pari opportunità a tutto il tessuto produttivo e creare un contesto favorevole alla crescita.

Sul piano tecnico, la normativa prevede agevolazioni fiscali differenziate: 15% per le grandi imprese, 25% per le medie e 35% per le piccole, con investimenti ammissibili tra 200mila e 100 milioni di euro. Per il 2025, le risorse destinate a Umbria e Marche sono inserite nello strumento delle Zone logistiche semplificate, con un plafond di 110 milioni di euro per il centro-nord. Dal 2026 al 2028, le due regioni rientreranno nel plafond nazionale insieme al sud e all’Abruzzo, con stanziamenti pari a 2,3 miliardi nel 2026, 1 miliardo nel 2027 e 700 milioni nel 2028.

Gori ha ribadito che la sfida è importante e che Anci Umbria intende collaborare pienamente con la presidente della Regione, Stefania Proietti, affinché il percorso avviato giunga al risultato auspicato: una Zes che copra l’intero territorio regionale. “L’Umbria merita una visione comune – ha concluso – è il momento di costruire uno sviluppo che non lasci indietro nessuno”.

L’appello di Anci si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul futuro della regione. La fragilità strutturale, la dispersione demografica e le difficoltà infrastrutturali richiedono politiche capaci di ridare fiducia alle comunità locali. La Zes, se estesa a tutti i Comuni, potrebbe rappresentare un volano per attrarre investimenti, favorire la nascita di nuove imprese e consolidare quelle esistenti.

La prospettiva di un’agevolazione diffusa non riguarda solo l’economia, ma anche la coesione sociale. In una regione segnata da differenze territoriali, garantire pari opportunità significa rafforzare il senso di appartenenza e ridurre il rischio di marginalizzazione. L’idea di una Zes regionale diventa quindi simbolo di un progetto collettivo, capace di unire amministrazioni, imprese e cittadini.

Il dibattito sull’estensione della Zes si intreccia con le sfide nazionali e europee. Le risorse stanziate per i prossimi anni rappresentano un’occasione irripetibile per ridisegnare il futuro dell’Umbria. La capacità di utilizzare questi fondi in modo equo e strategico sarà determinante per trasformare la regione da area fragile a territorio competitivo.

La richiesta di Anci Umbria, come riporta il comunicato di Luana Pioppi –  non è solo un appello tecnico, ma un invito politico e sociale a costruire un percorso condiviso. In un momento storico in cui le comunità locali chiedono risposte concrete, la Zes estesa a tutta la regione appare come una scelta di responsabilità e di visione.

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