Il giovane arriva in ospedale e non denuncia: indagini in corso
Un ragazzo di origine marocchina, 19 anni, regolare sul territorio nazionale e residente a Foggia, è stato ricoverato all’ospedale “Santa Maria” di Terni dopo essere stato colpito da colpi d’arma da fuoco alle gambe. L’episodio, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, resta avvolto nel mistero: la vittima, incensurata e mai segnalata prima in città, ha scelto di non collaborare con gli investigatori, limitandosi a dichiarazioni vaghe e contraddittorie.
Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe arrivato al pronto soccorso accompagnato da un uomo italiano che, dopo averlo lasciato ai sanitari, si è allontanato senza fornire spiegazioni. I medici hanno riscontrato due ferite alle cosce, non gravi ma tali da richiedere una prognosi di circa un mese. Gli agenti della squadra mobile, coordinati da Lorenzo Lucattoni, hanno tentato di raccogliere elementi utili, ma il ragazzo ha opposto un netto rifiuto a chiarire la dinamica, sostenendo di trovarsi a Terni per una visita turistica senza specificare mezzi o motivazioni.
Gli inquirenti stanno ora concentrando le indagini sulla possibile pista di un regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti, ipotesi rafforzata dall’uso di un’arma da fuoco, elemento che segna un salto di gravità rispetto ai consueti episodi di violenza con coltelli. Sono stati avviati accertamenti sui tabulati telefonici del giovane per ricostruire i contatti avuti nelle ore precedenti all’agguato.
Parallelamente, la polizia ha arrestato un altro cittadino marocchino di 27 anni, sorpreso durante un controllo a Cospea con dosi di hashish e cocaina. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di 19 grammi di cocaina, 90 di hashish e 6 di anfetamina, oltre a materiale per il confezionamento e circa duemila euro in contanti. L’uomo, scrive Nicoletta Gigli sul Il Messaggero, difeso dall’avvocato Francesco Mattiangeli, è stato condotto nel carcere di Sabbione dopo la convalida dell’arresto.
Il duplice fronte investigativo – da un lato il ferimento del giovane che rifiuta di denunciare, dall’altro l’arresto per spaccio – alimenta l’ipotesi di una rete criminale radicata sul territorio. Restano da chiarire i legami tra i due episodi e soprattutto le ragioni del silenzio della vittima, che continua a non fornire alcun dettaglio utile.

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