Indagini dei Carabinieri, ipotesi riti o atto vandalico
Un furto sacrilego ha scosso nel pomeriggio di sabato la comunità di Bevagna. Ignoti si sono introdotti nel Monastero di Santa Margherita, sede delle suore Agostiniane di clausura, asportando le ostie consacrate, il calice e la pisside, il contenitore sacro destinato alla conservazione delle ostie dopo la celebrazione eucaristica. Nessun altro oggetto è stato toccato o rubato, un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un gesto mirato, di natura profanatoria.
Secondo una prima ricostruzione, i ladri — non è ancora chiaro se abbiano agito in solitaria o in gruppo — avrebbero forzato una porta laterale del monastero per poi raggiungere direttamente la chiesa interna, dove si trova il tabernacolo. L’azione, precisa e circoscritta, lascia intendere che gli autori conoscessero bene la disposizione dei luoghi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Bevagna, coadiuvati dai militari della Compagnia di Foligno, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto. Questa mattina la badessa delle Agostiniane formalizzerà la denuncia. Gli inquirenti stanno analizzando le modalità di accesso al monastero, i possibili orari dell’effrazione e l’eventuale presenza di segni di scasso o impronte.
Il furto, data la natura della refurtiva, ha immediatamente suscitato sgomento e sconcerto, tanto da ipotizzare, tra le varie piste, anche quella di riti esoterici o messe nere. Tuttavia, non si esclude nemmeno la possibilità di un atto vandalico o di un furto su commissione, legato al valore artistico o materiale dei vasi sacri.
Il parroco don Giovanni Cocianga, pievano della Pievania della Madonna della Valle, ha espresso profondo dolore per l’accaduto: “Siamo feriti da un gesto gravissimo che ha profanato l’Eucaristia”. Parole di vicinanza sono arrivate anche dal sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, che ha definito l’episodio “un atto ignobile”, aggiungendo: “La presenza delle suore Agostiniane fa parte della storia della nostra comunità. Siamo tutti turbati e vicini a loro in questo momento difficile”.
Il monastero di Santa Margherita dipende da quello di Santa Chiara della Croce di Montefalco. L’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, guidata da monsignor Renato Boccardo, ha condannato con fermezza l’accaduto, invitando i fedeli “a rinnovare la preghiera per riparare al grave gesto di profanazione”. L’arcivescovo celebrerà una messa di riparazione sabato 1° novembre, alle ore 8, nella stessa chiesa colpita dal furto.
Le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri stanno acquisendo filmati di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze per chiarire moventi e responsabilità. Al momento non si escludono piste alternative, ma il fatto che i ladri abbiano toccato solo gli oggetti sacri, tralasciando tutto il resto, lascia aperta l’ipotesi di un atto deliberato di profanazione.

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