Università e Tribunali uniti per ridurre contenziosi civili
È stato ufficialmente presentato oggi, presso la Presidenza della Corte d’Appello di Perugia, il progetto CON-SENSO, un’iniziativa che unisce l’Università degli Studi di Perugia, l’Università di Firenze, gli Uffici Giudiziari del Distretto di Perugia e gli Ordini degli Avvocati umbri, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la mediazione e ridurre i tempi della giustizia civile e commerciale.
La presentazione ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti della magistratura, dei vertici forensi e del mondo accademico, evidenziando l’importanza di una collaborazione strutturata tra istituzioni e professionisti per fornire risposte più rapide ed efficaci ai cittadini, come sottolineato dagli organizzatori.
Il progetto CON-SENSO si inserisce in un contesto nazionale di sperimentazioni giudiziarie già attive in altri distretti e punta a diffondere la cultura della mediazione come strumento sociale e come collante tra cittadini, istituzioni e professionisti legali. L’iniziativa intende valorizzare il ruolo dell’avvocato, promuovere l’accesso dei cittadini alla giustizia e sostenere pratiche di collaborazione tra gli attori coinvolti, contribuendo a una giustizia più partecipata e condivisa.
I Dipartimenti di Giurisprudenza di Perugia e Firenze assumono il ruolo di partner scientifico, fornendo formazione a magistrati, funzionari e operatori coinvolti. Il percorso formativo punta in particolare a sviluppare competenze nella valutazione della mediabilità dei fascicoli e nella gestione efficace delle procedure conciliative. Secondo quanto dichiarato dal Prof. Andrea Sassi, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza di Perugia, “l’implementazione della mediazione può rappresentare uno strumento decisivo per ridurre il contenzioso pendente e accorciare i tempi processuali, creando una cultura condivisa della risoluzione alternativa delle controversie”.
All’incontro hanno partecipato il Presidente della Corte d’Appello di Perugia, dott. Giorgio Barbuto, la Presidente f.f. del Tribunale di Perugia, dott.ssa Teresa Giardino, la Presidente del Tribunale di Terni, dott.ssa Emilia Fargnoli, insieme ai presidenti degli Ordini degli Avvocati di Perugia, Terni e Spoleto. La Prof.ssa Paola Lucarelli dell’Università di Firenze, ideatrice del progetto, e il Prof. Mauro Bove, ordinario di diritto processuale civile dell’Università di Perugia, hanno illustrato il modello operativo e la metodologia di formazione per gli uffici giudiziari.
Il Presidente Barbuto ha sottolineato che il progetto è un’applicazione concreta della riforma Cartabia, destinata a creare sinergia tra uffici giudiziari, avvocati e ordini di mediazione. “Con la mediazione demandata dal giudice – ha dichiarato – le parti hanno la possibilità di risolvere le controversie in via volontaria, assistite dai propri legali, con ricadute positive sulla rapidità e sull’efficacia della giustizia”. Gli Ordini degli Avvocati umbri, come evidenziato dall’Avv. Carlo Orlando e dai colleghi di Terni e Spoleto, hanno confermato il loro pieno impegno nella formazione dei mediatori e nella diffusione di pratiche ADR come strumento di gestione alternativa delle controversie.
La dott.ssa Claudia Matteini, Presidente del Tribunale di Spoleto, ha spiegato che la partecipazione al progetto mira a rendere la mediazione una prassi diffusa, alleggerendo il carico giudiziario e promuovendo la risoluzione costruttiva dei conflitti. “L’adesione del nostro Tribunale – ha aggiunto – rappresenta un passo concreto verso una giustizia collaborativa ed efficiente”.
Secondo la Prof.ssa Lucarelli, il progetto rappresenta la sintesi di precedenti esperienze di sperimentazione, tra cui Nausicaa, Giustizia Semplice e Giustizia Condivisa, e introduce un modello operativo definitivo per la mediazione demandata dal giudice. Gli operatori formati leggono i fascicoli e individuano i profili di mediabilità, predisponendo bozze di ordinanza da sottoporre ai giudici. “Non è più solo sperimentazione – ha sottolineato – ma un vero e proprio valore condiviso tra Università, ordini forensi e uffici giudiziari, con effetti positivi sulla gestione dei conflitti e sull’efficienza della giurisdizione”.
Il progetto CON-SENSO punta quindi a creare un ecosistema collaborativo, dove cittadini, giudici e avvocati possano cooperare per ridurre i contenziosi e aumentare la fiducia nella giustizia. La formazione continua e la professionalità dei mediatori sono elementi centrali per garantire il successo dell’iniziativa, che si propone di diventare un modello replicabile anche in altri distretti italiani. L’obiettivo finale resta la creazione di una giustizia più accessibile, rapida e sostenibile, con benefici diretti per la collettività.

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