Perugia, stop della Questura: corteo per Gaza senza arrivo in Piazza IV Novembre

Manifestazione palestinese: modifiche a circolazione, strade chiuse

La decisione è arrivata dopo oltre un mese dalla richiesta

La Questura di Perugia ha comunicato agli organizzatori che la manifestazione del 27 settembre contro il genocidio del popolo palestinese e il riarmo europeo non potrà concludersi in Piazza IV Novembre.

La decisione, arrivata dopo oltre un mese dalla richiesta formale presentata il 9 agosto, viene definita dagli organizzatori come un “atto repressivo” che limita lo spazio democratico e le possibilità di espressione pubblica.

Il corteo, confermato per le ore 17 con partenza da Piazza Partigiani, avrebbe dovuto concludersi nel cuore della città, storicamente sede di assemblee, comunicazioni e incontri con la cittadinanza.

“Negare Piazza IV Novembre – si legge nella lettera aperta dell’Umbria per la Pace – significa non solo chiudere un luogo fisico ma soffocare la voce della città e della regione”.

Gli organizzatori contestano il richiamo a norme restrittive come i cosiddetti decreti Salvini e definiscono la prescrizione “un tentativo di censura” che nulla avrebbe a che fare con ragioni di ordine pubblico.

“La piazza – prosegue la nota – non può essere ridotta a scenografia per eventi turistici e commerciali, è uno spazio pubblico che appartiene alla cittadinanza”.

Un incontro in Questura è previsto per lunedì 22 settembre, nel quale si discuterà la possibilità di rivedere la decisione. L’appello è rivolto anche alle istituzioni locali, in particolare al Comune di Perugia e alla Regione Umbria, affinché si assumano la responsabilità di difendere il diritto costituzionale a manifestare.

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