Servono politiche strutturali per famiglie e giovani
Secondo quanto riportato da Fillea Cgil Umbria, le famiglie della regione vivono una condizione di crescente fragilità economica, con una propensione al risparmio del 6,4%, inferiore sia alla media nazionale (8,3%) sia a quella del Centro Italia (7,5%) secondo il Centro Studi Tagliacarne, in collaborazione con Unioncamere e Camera di Commercio dell’Umbria. Questo riflette un reddito medio più basso dell’11,8% rispetto alla media italiana e un contesto di incertezza legato a servizi pubblici ancora deboli, che costringono a risparmiare per necessità immediate piuttosto che per investimenti.
Il trend demografico è altrettanto preoccupante: la regione perde giovani laureati (-4,8 ogni mille abitanti tra 25-39 anni, dati Banca d’Italia, Economie regionali 2023) e cresce la quota di lavoratori over 50. La povertà abitativa è rilevante: oltre il 20% dei minori vive in case con problemi strutturali o di sovraffollamento, secondo Openpolis. Tali condizioni limitano opportunità educative e aumentano i rischi sanitari.
Gli interventi regionali recenti su scuola e trasporto rappresentano un sostegno immediato alle famiglie, ma Fillea Cgil Umbria sottolinea la necessità di politiche di lungo periodo. Il Piano socio-sanitario regionale 2025-2030 prevede 23 Case di comunità, 16 Ospedali di Comunità e 9 Centrali Operative Territoriali, ma a fine 2024 solo 6 strutture erano attive e 2 pienamente operative, secondo dati Agenas. La lentezza nella realizzazione evidenzia reti territoriali fragili, insufficienti di fronte a bisogni sanitari crescenti.
Il settore dell’edilizia, nonostante il rallentamento post-Superbonus, ha registrato una crescita dello 0,5% nel 2024 grazie a ricostruzione post-sisma e fondi PNRR. Il sistema bilaterale delle costruzioni dimostra come il welfare contrattuale possa integrare quello pubblico, offrendo supporto ai lavoratori, ai figli studenti e ai genitori anziani. Fillea Cgil Umbria sottolinea come la cooperazione locale, la visione partecipata e progetti mirati siano fondamentali per sviluppare un welfare aziendale che non sostituisca, ma rafforzi quello pubblico.
Elisabetta Masciarri, segretaria generale Fillea Cgil Umbria, evidenzia che solo attraverso una strategia condivisa e innovativa è possibile affrontare le disuguaglianze, creare opportunità per giovani e famiglie, rafforzare i servizi territoriali e restituire alla regione un futuro più sicuro e sostenibile.

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