Casa della Comunità bocciata, insorge Perugia Civica

Sanità territoriale al bivio per la riforma delle cure

Sanità territoriale, polemica su equità e responsabilità

La IV Commissione Consiliare ha respinto l’ordine del giorno avanzato dalla consigliera Chiara Calzoni (Perugia Civica), volto a promuovere l’istituzione di una Casa della Comunità per i quartieri della zona sud-ovest di Perugia. Il progetto avrebbe servito oltre 30.000 cittadini residenti a Castel del Piano, San Sisto, Pila, Bagnaia e Pilonico Materno.

La proposta non implicava l’edificazione di nuove strutture ospedaliere, bensì azioni di supporto istituzionale, come mettere a disposizione spazi, dialogare con Regione e USL, collaborare alla progettazione, e seguire lo sviluppo del progetto. Tutte attività previste nel ruolo del Comune.

Il no della maggioranza giunge in un momento critico per la sanità locale, dopo l’aumento delle imposte regionali giustificato da un presunto deficit nel sistema sanitario e accompagnato dalla promessa di investimenti per il rafforzamento dell’assistenza territoriale. Calzoni ha criticato la decisione come segnale politico di chiusura verso i cittadini.

Durante il dibattito è emersa anche la mancata inclusione dell’area nel piano PNRR da parte della precedente amministrazione. Pur riconoscendone la responsabilità, Calzoni ha sottolineato che l’azione compete all’attuale governo cittadino.

La consigliera ha definito l’esito un tradimento del principio di equità territoriale, evidenziando un modello di sanità a “due velocità”, che favorisce alcune zone a discapito di altre. Mentre altrove si investe, i quartieri interessati restano privi di servizi fondamentali.

Secondo Perugia Civica, la bocciatura rappresenta una duplice sconfitta: sanitaria e politica. A fronte di piani e promesse, l’inazione della maggioranza denuncia una mancanza di scelte concrete, tradendo lo spirito del DM77 e le finalità del PNRR.

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