Flessione in controtendenza rispetto ai dati complessivi nazionali
In Umbria si registra un calo nella produzione dei rifiuti speciali, con un dato che si pone in controtendenza rispetto al trend nazionale. Lo segnala il report dell’Ispra sul 2023, che evidenzia come le quantità di scarti generati da settori industriali, commerciali, artigianali, dei servizi, dal trattamento dei rifiuti e dalle operazioni di bonifica ambientale abbiano subito una diminuzione rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio, il volume complessivo prodotto in regione ha raggiunto 3,085 milioni di tonnellate, segnando una riduzione di 178 mila tonnellate in dodici mesi. La percentuale dell’Umbria sul totale nazionale si attesta all’1,9%, una quota che si mantiene stabile ma rappresenta il valore più basso nell’ambito della macroarea del Centro Italia, dove la regione contribuisce all’11% del complesso complessivo.
A livello nazionale, invece, si evidenzia un incremento della produzione dei rifiuti speciali, mentre l’Umbria consolida una contrazione che riflette dinamiche locali tra assetti industriali e attività economiche. I dati pubblicati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale definiscono un quadro regionale che evidenzia un rallentamento del flusso dei rifiuti speciali prodotti e confermano il posizionamento dell’Umbria ai livelli più bassi del Centro Italia. La rilevazione indica che il settore industriale e dei servizi resta il principale contributore al quantitativo regionale, ma la crescente attenzione verso la riduzione degli scarti e l’efficientamento delle filiere produttive emergono come fattori che hanno inciso sul calo dei volumi registrato nel 2023.

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