Cinquantacinque famiglie a Ponte San Giovanni in nuovi alloggi

Cinquantacinque famiglie a Ponte San Giovanni in nuovi alloggi

Via Cestellini: riqualificati 50 alloggi popolari

Cinquantacinque famiglie – È stata completata la ristrutturazione del fabbricato di edilizia residenziale sociale in via Cestellini a Ponte San Giovanni, che comprende cinquanta unità abitative. L’intervento è attualmente nella fase finale di collaudo tecnico-amministrativo, con conclusione formale prevista per luglio 2025.

La riqualificazione dell’immobile si inserisce all’interno del programma nazionale PINQuA, “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare”, nella proposta denominata “Ponte San Giovanni da periferia a città”, avanzata dal Comune di Perugia e realizzata in collaborazione con Ater Umbria. Il piano è stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ha trovato copertura finanziaria attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’edificio, risalente agli anni Settanta, si presentava in condizioni critiche e mostrava segni evidenti di degrado. Il progetto ha riguardato in particolare il miglioramento dell’efficienza energetica dell’intero complesso edilizio e la sua valorizzazione estetica. Interventi strutturali hanno coinvolto l’involucro edilizio per eliminare dispersioni termiche, condense e infiltrazioni, con un netto aumento del comfort abitativo e una protezione maggiore dalle condizioni atmosferiche.

Inoltre, sono stati realizzati lavori di ripristino sui parapetti dei balconi e di riorganizzazione degli spazi comuni, inclusi percorsi pedonali, aree verdi e zone carrabili. L’aspetto del palazzo è stato trasformato in modo sostanziale, rendendolo più moderno e funzionale.

La direzione lavori e la progettazione esecutiva sono state curate dal Settore IIE di Ater, mentre la realizzazione è stata affidata alla società Celletti Costruzioni Generali Srl, con sede a Roma.

Il progetto non si limita al singolo stabile, ma rientra in una strategia urbana più ampia che punta alla rigenerazione di Ponte San Giovanni, quartiere strategico e densamente abitato nel contesto urbano perugino.

Il PINQuA di Ponte San Giovanni prevede una rete integrata di azioni coordinate che includono, oltre alla riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico, anche la creazione di percorsi ciclopedonali, la valorizzazione di aree verdi e spazi pubblici, il miglioramento dell’accessibilità alla stazione ferroviaria, la ristrutturazione di edifici scolastici e centri di aggregazione e l’efficientamento del sistema di raccolta differenziata.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla riqualificazione dell’asse centrale di via Cestellini, che diventa fulcro urbano del progetto di rigenerazione, e al potenziamento della fruibilità del sito archeologico etrusco dei Volumni.

Cinquantacinque famiglie

L’intervento appena concluso rappresenta una delle due principali operazioni incluse nella strategia urbana presentata dal Comune di Perugia attraverso due distinti progetti PINQuA. L’altro grande cantiere in corso nel quartiere è legato al programma “PS5G”, che ha al centro la zona dell’Ex Palazzetti. Anche questo secondo intervento è affidato ad Ater e si muove nella medesima direzione: migliorare la qualità dell’abitare e promuovere la coesione sociale attraverso il recupero fisico e funzionale degli spazi.

L’edificio riqualificato offre ora 50 alloggi pienamente funzionali e adeguati agli standard contemporanei, restituendo dignità abitativa a una parte del quartiere precedentemente trascurata. L’intervento, realizzato con fondi pubblici nell’ambito del PNRR, contribuisce a ridurre il numero di immobili inutilizzati e rafforza il tessuto residenziale della zona.

Con l’ultimazione dei lavori di via Cestellini, si compie un passaggio significativo nell’attuazione del piano di trasformazione urbana che mira a ridurre il divario tra periferia e centro, intervenendo non solo sull’edilizia ma anche sulla vivibilità e sull’identità dei luoghi.

Il piano d’azione portato avanti da Comune e Ater rappresenta un modello di sviluppo territoriale che mette in relazione l’abitare con la sostenibilità ambientale, la mobilità dolce, la riqualificazione del verde e la valorizzazione culturale. Si tratta di un approccio che integra interventi fisici e sociali, ponendo al centro le esigenze delle comunità locali.

Con questo intervento si è data nuova vita a un immobile in stato di abbandono, trasformandolo in un’opportunità concreta per cinquanta nuclei familiari, rafforzando il processo di rigenerazione dell’intero quartiere. I prossimi mesi saranno decisivi per la messa in esercizio degli alloggi e il completamento del collaudo, che sancirà la piena funzionalità del complesso.

Il progetto si configura come uno degli esempi più avanzati in Umbria di utilizzo coordinato dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dimostrando come sia possibile trasformare in modo duraturo e strutturale il volto delle periferie urbane attraverso interventi mirati e ben programmati.

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