Solomeo, musica e culture africane al Festival 2025

Solomeo, musica e culture africane al Festival 2025

Dal 22 giugno cinque giorni tra suoni e teatro dal mondo

Di Antonella Valoroso 

L’ormai celebre borgo umbro, incastonato tra le colline di Corciano, si prepara ad accogliere la XXVI edizione del Festival Villa Solomei, uno degli appuntamenti musicali più raffinati e ispirati del panorama culturale italiano. L’edizione 2025, intitolata “Oltre l’orizzonte: Voci e suoni d’Africa a Solomeo”, si svolgerà da venerdì 27 giugno a martedì 1° luglio, con un’anteprima speciale domenica 22 giugno in occasione della Festa Europea della Musica.

Presentata ufficialmente mercoledì 21 maggio presso l’Accademia Neoumanistica, alla presenza di Carolina e Federica Cucinelli e del direttore artistico Fabio Ciofini, la manifestazione propone un itinerario musicale e culturale che mette in dialogo la tradizione colta occidentale con la vitalità delle espressioni artistiche africane. Come ha spiegato Ciofini, l’intento è quello di “coniugare la musica colta con canti, danze e strumenti di un continente che non smette mai di affascinare”.

L’Africa sarà la grande protagonista di quest’edizione, con artisti provenienti da Kenya, Ghana, Tanzania, Sudafrica, Burkina Faso e Nigeria che si uniranno a musicisti italiani e internazionali per un cartellone denso e coinvolgente. L’Anteprima del Festival, il 22 giugno, si aprirà con la conferenza della musicologa Silvia Paparelli, seguita da un’opera originale dal titolo “Il resto del mondo è un mistero”, produzione della Scuola di Musica Mousiké Solomeo in collaborazione con il Conservatorio Morlacchi di Perugia. La giornata si chiuderà con un concerto organistico nella Chiesa di San Bartolomeo.

Nei giorni successivi, il Festival ospiterà performance che intrecciano tradizioni africane e linguaggi contemporanei muovendosi tra voci femminili e percussioni tribali, tra virtuosismi strumentali e coreografie evocative. L’artista nigeriano Made Kuti proporrà un originale progetto afrobeat con la Filarmonica di Solomeo; e poi ancora la danza ispirata ai canti masai del coreografo keniota Fernando Anuang’a; le armonie a cappella delle Afrika Mamas, in scena con il celebre balafonista burkinabé Mamadou Diabaté; e le travolgenti performance della percussionista keniota Kasiva Mutua. Da segnalare anche la partecipazione di Msafiri Zawose, rappresentante della storica dinastia musicale tanzaniana, che offrirà un ponte tra le tradizioni ancestrali e le nuove generazioni africane.

A dare voce all’anima più profonda del Festival sarà anche il teatro, con lo spettacolo “L’uomo rondine” dell’attore e regista Maurizio Lombardi, accompagnato dalle musiche del chitarrista Giuseppe Scarpato: un racconto commovente ambientato nella Firenze del 1944, la storia di un’amicizia che sfida il dramma della guerra.

Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione ci sarà, come da tradizione, il “Concerto sotto le stelle” domenica 29 giugno nell’Anfiteatro del Foro delle Arti. L’Orchestra dell’Accademia Hermans, diretta da Fabio Ciofini, eseguirà la Sinfonia n. 2 “Lobgesang” di Mendelssohn con strumenti d’epoca. Protagonisti i Cori di Solomeo, Tolentino e Città di Castello con i solisti Lucia Casagrande Raffi e Francesca Bruni, soprani, e il tenore Žiga Čopi.

Il Festival si svolgerà in diversi luoghi simbolici di Solomeo, trasformando il borgo in un grande palcoscenico a cielo aperto: dal Teatro Cucinelli al Giardino degli Ulivi, dalla Chiesa di San Bartolomeo alla Piazza del Castello, fino all’Anfiteatro e al Monumento Tributo alla Dignità dell’Uomo. Ogni giornata seguirà un percorso musicale articolato, dai concerti pomeridiani agli intermezzi serali, con spettacoli che si susseguiranno in una cornice di bellezza architettonica e armonia naturale.

Il Festival Villa Solomei, dedicato alla memoria del parroco Don Alberto Seri, fondatore del Coro “Canticum Novum”, rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’ideale umanistico che anima il borgo. Un progetto che, anno dopo anno, si conferma capace di portare la grande musica fuori dai suoi templi tradizionali, restituendola al pubblico con una sincerità e una bellezza che travalicano le barriere culturali. Perché a Solomeo le Muse sembrano aver davvero trovato la loro dimora.

L’ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito, fino a esaurimento posti e senza necessità di prenotazione.

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