Ponte San Giovanni, dimezzati gli iscritti al Perugia 12

Ponte San Giovanni, dimezzati gli iscritti al Perugia 12

Cittadini lanciano petizione contro il declino scolastico

Il progressivo calo degli iscritti all’Istituto Comprensivo Perugia 12, situato a Ponte San Giovanni, ha generato una mobilitazione popolare culminata in una raccolta firme che ha già superato le 1500 adesioni. Il dato, aggiornato al 2024, evidenzia una significativa contrazione della popolazione scolastica, che non può essere spiegata unicamente con il declino demografico, ma che rivela una più ampia crisi strutturale e gestionale.

Negli ultimi nove anni, le scuole primarie appartenenti al comprensivo hanno perso oltre un quarto della propria utenza, passando da 482 alunni nel 2017 agli attuali 344, con una flessione pari al 28%. Il dato appare ancor più critico per la scuola secondaria di primo grado, che ha visto quasi dimezzare gli iscritti, scendendo da 243 a 112, ovvero una riduzione del 53%.

Il territorio di riferimento, che comprende Ponte San Giovanni, Balanzano e Pieve di Campo, conta oltre 18.000 residenti. La consistenza demografica della zona rende ancora più evidente la sproporzione rispetto al numero di studenti che frequentano l’Istituto Comprensivo Perugia 12. Secondo numerose segnalazioni da parte di famiglie e promotori dell’iniziativa, si è verificato un trasferimento sistematico verso altri istituti scolastici, talvolta distanti o dislocati fuori dal quartiere, interpretato da molti come un “esodo educativo”.

L’iniziativa popolare, portata avanti da un comitato di genitori con il supporto dell’associazione Pro Ponte e altre realtà socio-culturali locali, mira a sensibilizzare istituzioni scolastiche e amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è arrestare quello che viene descritto come un declino progressivo dell’istituto, sia in termini numerici che qualitativi. Tra le principali richieste avanzate, emerge la necessità di avviare un tavolo di confronto permanente tra enti locali, dirigenti scolastici, rappresentanze familiari e organi amministrativi.

Il calo degli iscritti, secondo quanto riportato dai promotori della petizione, è direttamente collegato alla percezione di un peggioramento dell’offerta formativa. Le famiglie lamentano carenze organizzative e una ridotta capacità di risposta educativa, che avrebbero spinto numerosi genitori a cercare altrove un percorso scolastico ritenuto più stabile e adeguato. La perdita di fiducia nell’istituto ha comportato, in molti casi, sacrifici logistici e organizzativi, con spostamenti quotidiani verso plessi in altre aree del comune.

Attualmente, le scuole primarie del comprensivo risultano articolate in un’unica sezione per ciascun plesso. Solo in alcune sedi è presente una seconda sezione a tempo pieno. Questa configurazione ha limitato la capacità d’accoglienza e l’ampiezza dell’offerta formativa, restringendo le possibilità per le famiglie residenti. La scuola secondaria opera con sole due sezioni, una condizione che ostacola l’attuazione di una programmazione educativa articolata e competitiva.

Un altro nodo critico segnalato dalla comunità riguarda l’elevato turnover del personale. Nei report trasmessi dal comitato, si evidenziano frequenti cambiamenti nella dirigenza scolastica e nell’organizzazione interna. Tali discontinuità avrebbero inciso negativamente sulla coerenza del piano dell’offerta formativa, minando la fiducia dei genitori nella stabilità e qualità dell’istituto.

Alla base del malcontento si colloca anche la carenza di continuità didattica. I promotori della raccolta firme denunciano che la frequente rotazione del personale docente e Ata ha comportato una disorganizzazione che ha rallentato o reso inefficiente il funzionamento della segreteria scolastica, oltre a compromettere l’efficacia della didattica. Il primo interpello per la nomina del direttore dei servizi generali e amministrativi è andato deserto, e solo un successivo tentativo ha portato all’assegnazione di un dirigente proveniente da fuori regione.

Sul piano infrastrutturale, si rileva un apparente scollamento tra gli investimenti edilizi effettuati e la reale domanda scolastica. Gli interventi di ristrutturazione eseguiti nei plessi Mazzini per la primaria e Volumnio per la secondaria sono giudicati sproporzionati rispetto alla riduzione della popolazione studentesca, sollevando interrogativi sui costi di gestione e manutenzione sostenuti dall’ente comunale. Le famiglie, nel tempo, hanno più volte segnalato criticità strutturali negli edifici, alcune delle quali sarebbero rimaste irrisolte.

L’evento conclusivo della raccolta firme è stato fissato per sabato 24 maggio, con un presidio nel piazzale della chiesa di Ponte San Giovanni a partire dalle ore 9. Le firme raccolte verranno trasmesse all’Amministrazione comunale e al responsabile dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria. I promotori auspicano che l’iniziativa dia avvio a un percorso di revisione e rilancio del comprensivo, finora considerato marginale nel panorama educativo cittadino.

Secondo le analisi condivise all’interno del comitato, l’Istituto Comprensivo Perugia 12 rischia di diventare un presidio scolastico residuale, inadeguato a soddisfare i bisogni educativi del territorio. Senza un’inversione di tendenza, le famiglie temono una perdita progressiva di servizi e opportunità, con un impatto diretto sull’accessibilità all’istruzione pubblica. Il timore espresso è che si acuisca il divario tra le diverse aree urbane di Perugia, compromettendo il principio costituzionale di parità scolastica.

L’iniziativa dei residenti si inserisce in un contesto cittadino più ampio, dove diversi istituti periferici registrano difficoltà simili. Tuttavia, la situazione di Ponte San Giovanni risulta particolarmente critica per l’entità del calo e per l’effetto destabilizzante sulle dinamiche sociali del quartiere. La petizione rappresenta, in tal senso, un tentativo concreto di stimolare risposte istituzionali e uscire dall’attuale impasse.

Le istanze avanzate includono l’adozione di strategie per il rafforzamento dell’offerta didattica, il miglioramento della gestione amministrativa e la valorizzazione del personale. I promotori chiedono un intervento che non si limiti alla sola emergenza, ma che si configuri come un progetto di medio-lungo termine. L’obiettivo è ripristinare le condizioni minime per garantire una scuola attrattiva, efficiente e in grado di rispondere ai bisogni educativi di un’ampia e diversificata platea di alunni.

A oggi, non risultano ancora risposte ufficiali da parte degli enti preposti, ma la consegna delle firme viene considerata dai promotori come un passaggio chiave per riaprire un dialogo istituzionale. In assenza di azioni concrete, la prospettiva delineata è quella di una progressiva dismissione funzionale del comprensivo, con la conseguente perdita di un presidio educativo in un’area popolosa e strategica della città.

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