Ast, stop alla linea a caldo per tutto maggio

Ast, stop alla linea a caldo per tutto maggio

Sospesa la produzione, ma senza cassa integrazione

La Arvedi Ast ha annunciato una nuova fermata della linea a caldo a partire dalle ore 6 di lunedì 12 maggio fino alla fine del mese. La sospensione delle attività non comporterà però l’attivazione di misure di cassa integrazione, come confermato dalla Direzione Aziendale, che ha comunicato ai lavoratori la possibilità di presentarsi regolarmente in stabilimento secondo i turni prestabiliti.

La decisione, maturata nel contesto del piano industriale, è stata accompagnata da una valutazione positiva sull’andamento commerciale dei primi quattro mesi dell’anno. L’azienda ha infatti dichiarato di essere soddisfatta per le vendite e per la raccolta ordini registrate nel primo quadrimestre 2025, che risultano in linea con le previsioni.

Sul fronte europeo, il direttore commerciale di Arvedi Ast, Mattia Sala, ha lanciato un appello alla Commissione Europea affinché proceda a una revisione delle misure di salvaguardia applicate al comparto dell’acciaio inox. Secondo Sala, il settore della siderurgia continentale è tra quelli più colpiti dalla concorrenza internazionale e necessita di interventi strutturali per contrastare il rischio di destabilizzazione del mercato.

L’attuale contesto, ha sottolineato Sala, espone l’industria europea alla pressione di importazioni da paesi asiatici che operano in condizioni di sovra-produzione, avvantaggiati da politiche economiche non soggette agli stessi vincoli normativi e ambientali europei.

L’Europa, definita come un “mercato aperto in un sistema di mercati protetti”, rischia di diventare un punto di approdo privilegiato per l’acciaio proveniente da economie che non rispettano le medesime condizioni di concorrenza.

La fermata della linea, decisa dunque in assenza di criticità operative o di crisi di mercato, rientra in una gestione programmata della produzione coerente con l’andamento della domanda e con l’equilibrio della filiera interna.

La continuità dell’attività lavorativa all’interno dello stabilimento è confermata, evitando il ricorso a strumenti di sostegno al reddito.

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