Firmata intesa tra associazione Rete per le Fragilità e AOPG
È stata formalizzata nei giorni scorsi la convenzione tra l’Azienda Ospedaliera di Perugia e l’Associazione Rete per le Fragilità, con l’obiettivo di avviare un’iniziativa focalizzata sul miglioramento della comunicazione tra operatori sanitari e pazienti. L’accordo, sottoscritto dal direttore generale dell’AOPG, Giuseppe De Filippis, e dalla presidente dell’associazione, Stefania De Canonico, prevede la realizzazione di un progetto formativo rivolto al personale sanitario, per fornire strumenti pratici utili alla gestione della relazione con l’utenza.
L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa di promuovere un’interazione più efficace tra professionisti della salute e utenti, specialmente in contesti delicati come quello pediatrico. Il progetto è stato ideato e promosso anche grazie all’impegno del primario della Chirurgia Vascolare, Massimo Lenti, vicepresidente dell’associazione promotrice, e si avvale della collaborazione attiva di diverse figure professionali coinvolte nella mediazione e nel supporto alla comunicazione in ambito sanitario.
Tra i principali protagonisti della progettazione vi sono la dottoressa Monica Trotta, esperta in dinamiche comunicative, e la coordinatrice infermieristica Laura Brunori, le cui competenze hanno contribuito alla definizione degli strumenti operativi che verranno utilizzati nel percorso formativo. Il team incaricato di portare avanti il progetto è composto dalle dottoresse Elvira Di Santo, Maria Capone e dal dottor Stefano Murgia, professionisti specializzati nella mediazione in ambito sanitario.
Accolta con favore dal primario del reparto di Pediatria, Alberto Verrotti, l’iniziativa si propone di fornire ai sanitari una serie di strumenti concreti e immediatamente applicabili per affrontare situazioni potenzialmente conflittuali. L’obiettivo è sviluppare una maggiore consapevolezza comunicativa all’interno delle tempistiche operative quotidiane, al fine di migliorare la qualità della relazione tra medici, infermieri e pazienti.
Il progetto riconosce al terzo settore un ruolo determinante nel sostegno alle dinamiche sanitarie, favorendo un’integrazione operativa che possa incidere positivamente anche sulla riduzione del contenzioso medico-legale. La collaborazione tra realtà associative e strutture ospedaliere rappresenta in questo caso un modello virtuoso di intervento, in grado di potenziare l’efficacia dei percorsi di cura attraverso una comunicazione più attenta e orientata alla gestione del disagio.
L’accordo appena siglato segna quindi un passo significativo verso una maggiore umanizzazione dell’assistenza, promuovendo un approccio integrato che valorizza la professionalità sanitaria attraverso competenze trasversali.

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