Perugia fuori dai playoff[VIDEO], analisi amara del tecnico Cangelosi

Perugia fuori dai playoff, analisi amara del tecnico Cangelosi

Delusione per la stagione e riflessioni sul futuro della squadra

Il Perugia chiude definitivamente la porta ai playoff dopo l’ennesima prestazione sottotono. L’allenatore Vincenzo Cangelosi, intervenuto a fine gara, ha analizzato lucidamente le responsabilità della squadra e le difficoltà incontrate, sottolineando la delusione per un’annata caratterizzata da risultati discontinui e da limiti mentali mai del tutto superati. A nulla è servita la vittoria finale, ormai ininfluente: troppo pesante il fardello dei punti lasciati per strada, in particolare in trasferta, e troppo tardi è arrivata una minima reazione.

Subentrato in corso d’opera, Baldini ha raccolto l’eredità di due predecessori, cercando di ricompattare un gruppo in difficoltà e dare stabilità tecnica e mentale. Nonostante i tentativi, il tecnico ha ammesso apertamente di non essere riuscito a cambiare del tutto la rotta. Il Perugia, infatti, ha mostrato evidenti lacune strutturali, prima ancora che tattiche, e in questo senso il lavoro di Baldini si è scontrato con limiti già radicati nella rosa.

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Il punto più critico rimane il rendimento esterno: solo 12 punti raccolti in 17 trasferte, bottino insufficiente per una formazione che ambiva a un ruolo da protagonista. Un dato che, secondo l’allenatore, riflette un problema mentale irrisolto, già presente nella squadra fin dall’inizio della stagione. Nemmeno il cambio in panchina è bastato a innescare la svolta attesa. Baldini si è assunto in prima persona le responsabilità, pur ricordando il poco tempo avuto per incidere su dinamiche complesse.

L’allenatore ha cercato di imprimere la propria filosofia, ispirata in buona parte all’insegnamento di Zdeněk Zeman, tecnico con cui ha collaborato per quasi quarant’anni. Un’impronta calcistica fondata su un’idea propositiva, che tuttavia non è riuscito a trasmettere nel breve periodo concesso. Alla sua guida, il Perugia ha abbandonato le posizioni di coda, ma non è riuscito a mantenere continuità, compromettendo di fatto l’obiettivo playoff.

Nella gara conclusiva, la squadra ha mostrato ancora una volta limiti di intensità e determinazione. Secondo Cangelosi, l’atteggiamento dei giocatori non è stato all’altezza dell’importanza della posta in palio. Nonostante la preparazione tattica adeguata, il gruppo non è riuscito a rispondere con la necessaria cattiveria agonistica, lasciando spazio all’iniziativa avversaria nei momenti cruciali del match. I due gol subiti sono stati definiti evitabili e frutto di cali di concentrazione.

L’avversario ha dimostrato un’idea di gioco solida, pur non imponendo ritmi elevati. Il Perugia era a conoscenza delle caratteristiche della squadra rivale, ma è venuto meno proprio sotto l’aspetto della reattività e della compattezza. Un deficit che ha determinato il risultato e, di riflesso, la classifica finale. Cangelosi ha evidenziato come in alcuni momenti la sua formazione sia sembrata fragile, incapace di mantenere il livello di concentrazione necessario nei momenti decisivi.

A fare da contraltare alla delusione, il richiamo alla necessità di riflettere in maniera approfondita sulla prossima stagione. Perugia è una piazza ambiziosa, con un passato importante in Serie A e una tifoseria che pretende impegno e risultati. Secondo il tecnico, sarà fondamentale valutare attentamente chi potrà far parte del progetto futuro, con uno sguardo non solo alle qualità tecniche, ma anche al carattere e alla personalità.

Il futuro del Perugia passa quindi da una rifondazione tecnica e mentale. Per affrontare un campionato da protagonisti, serviranno giocatori in grado di reggere la pressione di una piazza esigente. Lo stesso Cangelosi ha lasciato intendere che ci sarà bisogno di interventi mirati, sia in entrata che in uscita, e che ogni decisione dovrà tener conto delle prestazioni dell’intera stagione, non solo dei risultati finali.

Nella sua disamina, Cangelosi ha anche ribadito l’influenza ricevuta da Zeman, attualmente convalescente ma in via di miglioramento. Il tecnico ha riconosciuto al suo maestro un ruolo fondamentale nella propria formazione professionale, sottolineando quanto l’esperienza pluriennale al suo fianco abbia contribuito alla costruzione della sua visione calcistica. Tuttavia, le idee innovative richiedono tempo per essere assimilate, e il contesto attuale del Perugia non ha consentito di sviluppare appieno un’identità offensiva e coraggiosa.

A complicare la gestione è stato il contesto in cui Cangelosi è subentrato, con la squadra in piena crisi e al quintultimo posto dopo la sconfitta con l’Entella. La priorità iniziale è stata quella di uscire dalla zona retrocessione, puntando sulla solidità difensiva e su un impianto tattico più conservativo. Solo in un secondo momento si è provato a inserire elementi di novità, ma il tempo a disposizione è stato insufficiente per una trasformazione strutturale.

Guardando all’ultima partita disputata, Cangelosi ha ammesso che nessun elemento della rosa, se non per sporadici tratti, può essere soddisfatto di quanto mostrato in campo. La sfida poteva rappresentare un’opportunità per conquistare l’accesso allo spareggio, ma non è stata affrontata con la giusta mentalità. Il Perugia è uscito dal campo senza la consapevolezza di aver dato tutto, un aspetto che evidenzia i limiti strutturali emersi lungo tutta la stagione.

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A livello tecnico, secondo Cangelosi, il gruppo ha potenziale ma deve essere rafforzato. Servono valutazioni approfondite su tutti i reparti, alla luce di una stagione che ha visto la squadra incapace di reagire nei momenti chiave. Il Perugia ha offerto prestazioni altalenanti, con una differenza marcata tra il rendimento casalingo e quello in trasferta, fattore che ha inciso pesantemente sull’esito del campionato.

L’analisi finale di Cangelosi si è poi spostata sul carattere dei giocatori e sull’atteggiamento generale. Giocare a Perugia, ha sottolineato, non è come farlo altrove: ci vuole spirito, determinazione e personalità. La società ha ambizioni dichiarate, e per centrare gli obiettivi futuri sarà necessario costruire un gruppo coeso, consapevole delle difficoltà del campionato ma motivato a fare il salto di qualità.

In attesa dell’ultima gara di campionato, che sarà affrontata con il solo obiettivo di onorare la maglia e rispettare tifosi e proprietà, Baldini ha già lo sguardo rivolto alla prossima stagione. Il tecnico si è detto pronto a fare valutazioni definitive, a partire dalle prestazioni offerte durante tutto l’arco del campionato, per comprendere chi potrà restare e contribuire a un progetto di rilancio.

L’annata si chiude dunque con una profonda amarezza per un obiettivo fallito, ma anche con la consapevolezza della necessità di cambiare rotta. Perugia, la squadra e l’ambiente tutto, si preparano a una riflessione decisiva. L’obiettivo, ora, è evitare un altro anno anonimo.

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