Sanità pubblica, appello da Perugia per riforme urgenti

Sanità pubblica, appello da Perugia per riforme urgenti

Incontro aperto lancia proposta per piano sanitario regionale

In occasione della Giornata Mondiale della Salute del 5 aprile, si è svolto presso la Sala della Fondazione Sant’Anna un incontro pubblico promosso da “Perugia per la Sanità Pubblica” e “Gruppo Umbria per la Sanità Pubblica”, coordinato dalla dottoressa Elisabetta Rossi e dal professor Maurizio Del Pinto. L’appuntamento, molto partecipato, ha costituito un momento di confronto aperto su criticità e prospettive del sistema sanitario regionale e nazionale.

Al centro del dibattito il tema della disuguaglianza nell’accesso alle cure sanitarie, fenomeno che, secondo quanto emerso, coinvolge a livello globale oltre sei miliardi di persone, escluse da una sanità pubblica efficace. In Umbria, le preoccupazioni si concentrano sulle difficoltà nel realizzare le “case di comunità” finanziate dal PNRR, sulla necessità di riorganizzare la rete ospedaliera e sull’urgenza di rafforzare i servizi di salute mentale.

Durante l’incontro è stata denunciata con forza la progressiva privatizzazione della sanità, ritenuta una delle principali minacce al diritto alla salute, insieme al sottofinanziamento del servizio sanitario pubblico, alla carenza di personale e all’abbandono di efficaci politiche preventive. Si è parlato anche del rischio che l’autonomia differenziata, promossa a livello nazionale, possa aggravare le disparità territoriali, in particolare in una regione come l’Umbria, dove già oggi è presente un consistente fenomeno di migrazione sanitaria verso altre aree.

Tra le principali conseguenze indicate, l’aumento dei costi a carico dei cittadini e la tendenza all’utilizzo di assicurazioni private, che stanno modificando la natura del rapporto tra pazienti e sistema sanitario, trasformandolo sempre più in un mercato.

I promotori hanno richiesto un cambio di paradigma: serve un modello di sanità che metta al centro la persona e il diritto universale alle cure, superando le mere logiche economiche. A questo proposito è stata evidenziata la necessità di coinvolgere attivamente cittadini e operatori, in particolare i medici di medicina generale, nella pianificazione delle riforme.

Dal dibattito sono emersi quattro punti fondamentali che, secondo i promotori, dovranno costituire l’ossatura del nuovo Piano Sanitario Regionale:

1. Rete ospedaliera da ridefinire
Ogni presidio sanitario dovrà avere una funzione ben definita per garantire efficienza e sostenibilità. È stato citato come esempio emblematico il caso dell’ospedale di Terni, che necessita di un deciso rilancio mediante risorse pubbliche dedicate.

2. Attuazione delle case di comunità
Secondo i relatori, è indispensabile realizzare quanto previsto dalle normative nazionali in merito a case e ospedali di comunità, definendo con precisione quali servizi dovranno offrire. È stata evidenziata la difficoltà di attuazione, in termini organizzativi e temporali, nel caso specifico della struttura prevista a Perugia.

3. Piano regionale per la salute mentale
La proposta prevede un Progetto Obiettivo dedicato alla tutela della salute mentale, che comprenda l’intero spettro dei servizi: dai Dipartimenti di Salute Mentale ai servizi di neuropsichiatria infantile, fino ai centri per le dipendenze patologiche, con una rete articolata tra strutture territoriali, residenziali, semiresidenziali e ospedaliere.

4. Partecipazione attiva dei cittadini e dei medici
È stato sollecitato un coinvolgimento diretto dei cittadini e soprattutto dei medici di base, ritenuti centrali nel garantire l’appropriatezza delle prestazioni e la corretta gestione della spesa farmaceutica.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre lanciato un appello alla mobilitazione collettiva, per costruire una pressione dal basso in grado di orientare le scelte politiche in favore della salute come diritto universale e non come merce. La partecipazione civica è stata indicata come leva fondamentale per invertire la tendenza in atto e progettare un futuro equo e sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale.

La conclusione dell’incontro ha ribadito l’importanza di elaborare un nuovo Piano Sanitario Regionale che non si limiti a riproporre soluzioni già rivelatesi inefficaci, ma che punti con decisione a riforme strutturali, in grado di affrontare le criticità evidenziate e di offrire risposte reali ai bisogni della popolazione.

Il messaggio lanciato da Perugia, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, è chiaro: la sanità pubblica deve essere salvaguardata e rilanciata con scelte coraggiose, capaci di rimettere al centro la persona, l’universalità del servizio e la partecipazione democratica alla sua costruzione.

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