Cgil Terni spinge per sanità pubblica e ospedale moderno

Cgil Terni spinge per sanità pubblica e ospedale moderno

Il sindacato sollecita investimenti, personale e qualità

La Cgil di Terni, guidata dal segretario generale Claudio Cipolla, rilancia con forza il dibattito sulla riforma sanitaria umbra, ponendo al centro la necessità di un nuovo ospedale di Terni moderno, pubblico e integrato con il territorio. Dopo l’incontro che ha coinvolto le strutture dell’organizzazione sindacale, il sindacato evidenzia come la rete sanitaria ternana abbia bisogno di un profondo processo di riqualificazione infrastrutturale, unito a un piano organico di assunzioni e investimenti tecnologici, per garantire servizi efficienti e cure di qualità.

Secondo la Cgil, la discussione in corso tra istituzioni e forze politiche locali rappresenta un passaggio cruciale per definire il futuro della rete ospedaliera e dei servizi socio-sanitari. Cipolla sottolinea che la priorità è la ricostruzione e riorganizzazione complessiva della rete, partendo da Orvieto, Narni-Amelia e Terni, in una logica di complementarietà e integrazione.

Il sindacato richiama l’urgenza di ridefinire la mission dell’ospedale di Orvieto, accelerare i tempi per la costruzione del nuovo ospedale di Narni-Amelia e progettare un intervento strutturale sull’ospedale di Terni, che deve diventare un punto di riferimento interregionale per l’alta specialità. In questa visione, la nuova struttura dovrà nascere come progetto pubblico, evitando formule di finanziamento privato che potrebbero gravare nel tempo sulle casse dell’Azienda ospedaliera e, di conseguenza, sulle prestazioni sanitarie.

La Cgil Terni, come ribadito nel documento programmatico “Nuovo modello di sviluppo” redatto nel 2021, propone che la realizzazione del nuovo presidio sia parte di un più ampio progetto di rigenerazione urbana, capace di migliorare non solo l’ospedale ma l’intero quartiere circostante, creando un polo funzionale ai servizi socio-assistenziali. L’obiettivo, spiega Cipolla, è coniugare innovazione architettonica e sostenibilità, in linea con i traguardi fissati dall’Agenda europea 2030-2050, che punta alla qualità della vita, all’efficienza energetica e all’uso razionale delle risorse pubbliche.

Il sindacato sottolinea come il nuovo assetto sanitario debba puntare a una rete territoriale più vicina alle persone, rafforzando la prevenzione, la cura e la post-cura, sia in termini quantitativi che qualitativi. L’idea è di un sistema sanitario capace di rispondere alle esigenze reali delle comunità locali, riducendo le disuguaglianze di accesso e assicurando la presa in carico integrata dei cittadini, dal primo intervento fino al recupero.

Per la Cgil, il dibattito in corso deve rimanere ancorato ai bisogni concreti di salute, non a logiche di bilancio o convenienza. Solo un potenziamento complessivo delle strutture e dei servizi potrà garantire una sanità pubblica efficiente, universale e moderna. La costruzione del nuovo ospedale, integrata con la parte esistente e adeguatamente riqualificata, è vista come occasione per ripensare l’intera organizzazione della città: un’infrastruttura sanitaria capace di dialogare con il tessuto urbano, le comunità e il sistema dei trasporti, riducendo tempi di spostamento e migliorando l’accessibilità.

Cipolla, nel ribadire la posizione della Cgil, avverte che ricorrere a partenariati privati significherebbe compromettere nel lungo periodo l’autonomia gestionale del servizio sanitario pubblico e sottrarre risorse a investimenti fondamentali. Per questo, insiste sull’importanza di fondi pubblici e sulla necessità di un piano di assunzioni stabile, che dia continuità e sicurezza alle strutture.

Nel documento di sintesi, la Camera del lavoro ternana richiama inoltre l’esigenza di una governance sanitaria partecipata, in cui istituzioni, operatori e cittadini possano contribuire a definire priorità e strategie di intervento. L’obiettivo, sottolinea ancora il segretario, è costruire una sanità “più umana, più vicina e più giusta**”, in cui la qualità delle cure sia accompagnata da un’organizzazione efficiente e sostenibile.

La Cgil di Terni considera questo momento di confronto un’occasione per ridisegnare il modello di sviluppo cittadino, con la sanità come motore di innovazione, coesione sociale e attrattività territoriale. Solo così, conclude Cipolla, sarà possibile dare risposte concrete alle cittadine e ai cittadini, rafforzando il diritto alla salute come bene comune e fondamento del welfare regionale.

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