Sequestrati tre dispositivi, si cerca materiale utile alle indagini
Gli investigatori hanno avviato lunedì le analisi sui tre telefoni sequestrati al 18enne di Roma, indagato per presunta istigazione e aiuto al suicidio dello studente Andrea Prospero di Lanciano. L’avvocato del giovane ha nominato un esperto per esaminare i dispositivi.
Sempre sulla questione dei telefoni si è concentrata l’udienza di ieri presso il Tribunale del Riesame di Perugia. Il legale Alessandro Ricci aveva inizialmente richiesto una revisione della misura cautelare degli arresti domiciliari, ma ha poi deciso di concentrarsi esclusivamente sulla revoca del sequestro dei dispositivi. L’istanza potrebbe mirare a ottenere eventuali nuovi elementi depositati dalla procura.
Gli inquirenti sperano che l’analisi dei telefoni possa fornire dettagli mancanti nelle indagini sulla morte di Andrea Prospero, in particolare un video che il giovane 19enne avrebbe inviato poco prima di morire. In base alle ricostruzioni, il contenuto della chat suggerirebbe un possibile incitamento all’assunzione di ossicodone e Xanax, sostanze trovate nel corpo della vittima.
Il giovane indagato, arrestato il 17 marzo, non ha chiesto la revoca della misura cautelare, ma ha puntato a ottenere il dissequestro dei telefoni, ritenuti cruciali per la difesa. La squadra mobile aveva sequestrato i dispositivi al momento dell’esecuzione dell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Perugia.
Le autorità stanno cercando di ricostruire le ultime ore della vittima, trovata senza vita il 29 gennaio in una struttura ricettiva del centro storico. Dalle conversazioni in chat emergerebbe un confronto con un interlocutore che gli avrebbe fornito istruzioni e supporto psicologico nel gesto estremo. L’inchiesta prosegue con l’analisi dei contenuti digitali per accertare eventuali responsabilità.

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