Mercato o parcheggio? Piazza Chiabolotti, il dietrofront della giunta divide Ponte San Giovanni
Mercato o parcheggio? – Nessun passo indietro sul piano di riqualificazione di piazza Chiabolotti a Ponte San Giovanni. Questo è quanto richiedono i consiglieri comunali di opposizione Margherita Scoccia e Paolo Befani. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno presentato un ordine del giorno chiedendo un’audizione in commissione con i rappresentanti delle associazioni e dell’Università degli Studi per valutare i benefici del progetto originario per il quartiere.
La precedente amministrazione Romizi aveva deciso di riqualificare l’intera area, sede del mercato settimanale, del centro civico Euliste e della caserma dei Carabinieri, trasformandola in uno spazio verde con un’ampia zona pedonale. Il progetto, finanziato con 4,2 milioni di euro, prevede la realizzazione di una piazza carrabile con una rifunzionalizzazione e un’implementazione del verde di circa 1.200 metri quadrati, con lo scopo di rendere via Cestellini un viale alberato con spazi pedonali sicuri, pista ciclabile, ascensore e scale tra la stazione e via Bixio, marciapiedi e attraversamenti protetti.
Il parcheggio attuale viene definito disorganizzato e pericoloso, e le modifiche proposte sono state oggetto di numerose assemblee pubbliche, dove è stata evidenziata la necessità di una piazza polifunzionale con parcheggi gratuiti e garantiti, in modo da connetterla ai poli attrattivi e agli altri spazi pubblici già esistenti. Tra il 2022 e il 2023 si sono tenuti dodici incontri pubblici con i residenti di Ponte San Giovanni, docenti universitari, tecnici e associazioni di quartiere.
La giunta Ferdinandi, tuttavia, ha fatto marcia indietro sul progetto, suscitando sorpresa tra i cittadini. Scoccia e Befani hanno espresso il loro stupore riguardo le intenzioni dell’amministrazione di ridurre la piazza a un semplice parcheggio, mantenendo solo una piccola area verde. Questo cambiamento, secondo loro, priverà Ponte San Giovanni di un luogo di aggregazione sociale e sostenibile dal punto di vista ambientale e della viabilità. La decisione della giunta non trova il consenso di molti cittadini e rappresentanti di associazioni come Pro Ponte, Ponte Solidale, Legambiente, Fai, Fiab, Ginkgo, Radicali e Italia Nostra, oltre a professionisti, docenti universitari e operatori del mercato rionale.

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