Natalità in Umbria, quale vero contributo possiamo dare ai futuri genitori
Il trend della natalità in Umbria è in discesa libera: passa dal 6,1 per mille del 2021 al 5,7 del 2022, la media nazionale è 6,7 per mille abitanti (fonte Istat). Ormai la conosciamo, fa dei numeri il suo mantra e costruisce attorno soluzioni concrete e applicabili. Lei è Nadia Pellegrini, classe 1976, Direttrice risorse umane di Eurointerim S.p.A. agenzia per il lavoro, candidata nella lista di Alternativa Popolare per le Elezioni Regionali in Umbria.
Accanto ai lavoratori a 360°, alle lavoratrici è il caso di dire, perché sono le donne ad essere le prime chiamate in causa sul decremento della natalità umbra. Se da un lato la popolazione umbra invecchia sempre di più, dall’altro quella giovane emigra verso altre città in cerca di una maggiore stabilità economica. La stessa stabilità economica che oggi si raggiunge quando ci si avvicina a spengere le 40 candeline.
Sono le donne a risentire maggiormente della disparità retributiva: a parità di mansione la retribuzione di una donna è inferiore a quella di uomo. Quando poi finalmente si è riusciti ad avere la propria indipendenza economica ecco che il desiderio di un figlio si scontra con tutto ciò che si è realizzato fino a quel momento.
Ciò che si prospetta è un periodo di maternità ridotto Tuo figlio cresce e tra baby sitter, asilo, scuola, sport…ti ritrovi a correre, correre e correre contro l’inesorabile avanzamento del tempo.
La Regione dovrebbe facilitare il percorso della maternità delle donne in carriera, non solo facilitare ed incentivare le aziende a promuovere welfare aziendali verso asili e servizi sanitari.
“Quando parlo di facilitazioni”, continua la Pellegrini, “non mi riferisco a bonus natalità nel primo anno di vita o al periodo di congedo parentale già previsto, per entrambi i genitori, fino al 12 anno di vita del figlio, sistemi collaudati e migliorati nelle finanziarie 20024 e 2025 dal governo Meloni, mi riferisco alla creazione di una vera e propria banca ore mensili da destinare al proprio figlio, fino al raggiungimento del 18esimo anno di vita”.
Poi puntualizza: “La maternità non inizia al settimo mese di gravidanza e finisce al 3 mese del bambino, la maternità dura per tutta la vita. La creazione della banca ore consentirebbe ad una mamma di portare il proprio figlio dal dottore, oppure di poterlo portare all’attività sportiva pomeridiana senza scomodare baby sitter o nonni, darebbe alle madri l’unica cosa di cui hanno davvero bisogno: il tempo!”
Termina così la candidata alla regione Umbria lasciandoci tra riflessioni e sbalordimento perché, almeno per una volta, in politica non si parla di performance continue ma di valori come quello del tempo dedicato alla propria famiglia in una forma concreta e sostenibile.
Nadia Pellegrini

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