Morto il giornalista Enzo Stinchelli a 97 anni

Scomparso a San Gemini, ha lasciato un'impronta indelebile nel giornalismo

Morto il giornalista Enzo Stinchelli a 97 anni
credits: RAI

Morto il giornalista Enzo Stinchelli a 97 anni

Morto il giornalista – È morto ieri, all’età di 97 anni, il giornalista Enzo Stinchelli, figura storica del panorama giornalistico italiano. Nato a Narni nel 1927, Stinchelli si trasferì con la famiglia a Terni, dove iniziò il suo percorso formativo frequentando il ginnasio. La sua passione per il teatro lo portò a unirsi a una compagnia di attori amatoriali in provincia, e successivamente a perfezionarsi all’Accademia di recitazione di Roma.

Dopo aver debuttato nella compagnia di Ernesto Calindri e successivamente in quella di Gino Cervi, dove ottenne una piccola parte nel celebre “Cyrano di Bergerac”, Stinchelli lasciò il palcoscenico per intraprendere una carriera in Rai nel 1954. Qui, iniziò come cronista sportivo nella redazione di Milano, collaborando con il noto giornalista Beppe Viola. Nel 1960, si trasferì a Roma per coprire le Olimpiadi per la Rai.

Con l’avvio della rubrica sportiva “Sport Sette”, nel 1976, successivamente rinominata “Domenica Sprint”, Stinchelli entrò nella redazione guidata da Maurizio Barenson e condotta da Gianfranco De Laurentiis. In quel periodo, la sua versatilità e l’ironia fuori dagli schemi gli permisero di trasformare ogni intervista in un evento di grande richiamo, aumentando la sua popolarità e avvicinandolo al grande pubblico.

La sua fama crebbe ulteriormente grazie alla conduzione della rubrica domenicale “TG L’Una”, in cui collaborò con giornalisti come Paolo Cavallina, Romano Battaglia ed Elio Sparano, ricordando interviste memorabili con personaggi del calibro di Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Gianni Rivera, Valentino Garavani e Massimo Troisi.

Fino alla fine degli Anni Ottanta, Stinchelli rappresentò un giornalismo eclettico e libero, caratterizzato da una capacità di coniugare l’informazione con una battuta spesso irriverente ma mai banale. Stabilitosi a San Gemini, continuò a coltivare la sua passione per il giornalismo, producendo video intrisi della sua inconfondibile ironia.

Tra le sue pubblicazioni figurano tre libri: “Lui è partito. Un anno con Hitler”, “Laggiù fugge un Uovo” e “TG. L’Una Piena”.

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Mino Lorusso, ha ricordato Stinchelli affermando: “Amava definirsi uno ‘spirito irrequieto’. Ci ha consegnato in eredità la sua grande passione per il giornalismo. Un giornalismo intelligente, fatto di domande scomode, che ha attinto dal teatro il gusto della battuta, senza svilirne i contenuti. La stessa passione che ha coltivato per la vita, insegnandoci a non prenderci troppo sul serio e ad affrontarla sempre col sorriso sulle labbra”.

La scomparsa di Enzo Stinchelli rappresenta una perdita significativa per il mondo del giornalismo, in particolare per quel modo di raccontare che sapeva unire l’informazione alla leggerezza, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva

 

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