Chiusure attività e posti lavoro persi 2024: crisi in Umbria
Chiusure attività – Il 2024 si conferma un anno particolarmente difficile per il commercio in Umbria, segnando una significativa perdita di posti di lavoro e un aumento delle chiusure di attività commerciali. Secondo i dati resi noti dalla Camera di Commercio dell’Umbria, la provincia di Perugia è stata particolarmente colpita, con un calo preoccupante del numero di addetti e di esercizi attivi. Nel secondo trimestre dell’anno, si sono persi 557 posti di lavoro, in gran parte appartenenti al settore delle piccole imprese familiari. Parallelamente, 457 aziende hanno chiuso i battenti, determinando un calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2023.

La situazione, seppur grave, non è completamente spiegabile con i soli dati economici. Le chiusure di attività, infatti, riflettono un cambiamento più profondo nel tessuto economico e sociale della regione. Secondo Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, la combinazione di fattori economici post-pandemici e il cambiamento delle dinamiche commerciali ha colpito duramente le piccole imprese. Queste ultime, spesso a conduzione familiare, sono state maggiormente esposte alle difficoltà, con gravi ripercussioni sull’intero sistema socio-economico.
L’Umbria è tra le regioni centrali d’Italia con il minor numero di esercizi commerciali facilmente raggiungibili, il che ha portato a una perdita significativa di negozi di prossimità nei piccoli centri abitati. Queste attività, spesso a conduzione familiare, sono state tra le più colpite dal cosiddetto “problema del passaggio generazionale”, fenomeno in cui le imprese chiudono perché i titolari non trovano successori per continuarne l’attività. La Camera di Commercio dell’Umbria sottolinea che solo un riassetto adeguato del settore potrebbe arginare questa emorragia.
Aumento delle assunzioni ma difficoltà nel reperire personale qualificato
Nel mese di agosto 2024, le aziende umbre hanno programmato 4.310 assunzioni, un numero superiore alle previsioni iniziali, che dimostra come il comparto turistico abbia superato le aspettative nonostante un clima di incertezza. Questo aumento di assunzioni si riflette anche nelle previsioni per il trimestre agosto-ottobre, con 16.290 nuovi avviamenti al lavoro, 340 in più rispetto allo stesso periodo del 2023.
Tuttavia, a dispetto di queste cifre positive, emergono criticità significative. In particolare, la difficoltà nel reperire personale qualificato ha raggiunto livelli preoccupanti. Ad agosto, infatti, il 62% delle assunzioni programmate è stato considerato “di difficile reperimento”, il secondo dato più alto a livello nazionale dopo la Valle d’Aosta. In termini concreti, ciò significa che su 4.310 assunzioni previste, ben 2.672 non sono state coperte, principalmente a causa della mancanza di candidati o della loro inadeguata preparazione.
Denatalità e invecchiamento della popolazione: un bacino occupazionale sempre più ristretto
La denatalità in Umbria è un altro fattore che sta pesando gravemente sul mercato del lavoro. Secondo il report della Camera di Commercio, negli ultimi cinque anni, la regione ha perso 22.862 persone nella fascia di età 20-45 anni, quella considerata più produttiva. Questo calo demografico sta restringendo il bacino occupazionale, che è al contempo sempre più anziano.
Nel complesso, il mercato del lavoro in Umbria riflette una dinamica preoccupante: da un lato, un’occupazione che tende a invecchiare senza un adeguato ricambio generazionale; dall’altro, un numero crescente di posizioni lavorative che rimangono vacanti per mancanza di candidati. La combinazione di questi fattori non solo limita la crescita economica, ma sta anche trasformando profondamente il tessuto sociale ed economico della regione.
Settori in difficoltà e interventi necessari
Ad agosto 2024, il settore del turismo ha registrato il maggior numero di avviamenti al lavoro, con 1.070 nuove assunzioni, seguito dai servizi alle persone (620), dalle costruzioni (550), dal commercio (530) e dall’industria alimentare (250). Tuttavia, questi numeri non bastano a compensare le difficoltà strutturali che affliggono il mercato del lavoro umbro.
Il presidente Mencaroni sottolinea la necessità di interventi mirati per allineare i percorsi formativi alle esigenze del mercato del lavoro, oltre a un piano per il superamento del gap di genere e una gestione più efficace dei flussi migratori. Questi sforzi, uniti a una maggiore consapevolezza da parte dei giovani delle opportunità lavorative disponibili, potrebbero mitigare le attuali difficoltà e contribuire alla ripresa economica della regione.
In conclusione, l’anno 2024 si conferma un periodo di grande sfida per l’Umbria, con un commercio in crisi e un mercato del lavoro che fatica a trovare un equilibrio tra domanda e offerta. Le azioni intraprese nei prossimi mesi saranno decisive per determinare il futuro economico e sociale della regione.

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