L’Umbria celebra Mimmo Paladino con mostra e luminarie

L’Umbria celebra Mimmo Paladino con mostra e luminarie

Doppia sede e progetto artistico per il Natale a Perugia

L’Umbria rende omaggio a Mimmo Paladino con una mostra antologica ospitata in due prestigiose sedi regionali: la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia e la Rocca Albornoz a Spoleto. L’esposizione, in programma dal 31 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, offre un’ampia panoramica sull’opera del maestro italiano, riconosciuto a livello internazionale. L’iniziativa è promossa dalla Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, in collaborazione con il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia, e vede la partecipazione attiva dello stesso artista.

Alla Galleria Nazionale saranno presentate oltre 40 opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri, nonché da collezioni private. Il percorso espositivo illustra cinquant’anni di carriera artistica di Paladino, con un’attenzione particolare alle sue opere di grandi dimensioni e alla pittura che supera i confini tradizionali dello spazio bidimensionale. Sarà possibile osservare la sua evoluzione stilistica a partire dalle prime sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta fino al ritorno alla figurazione negli anni Ottanta.

In questa sezione si approfondiranno anche i legami tra l’artista e i movimenti dell’Arte Povera e della Pop Art americana, evidenziando la ricchezza del suo linguaggio espressivo e la contaminazione con diversi ambiti artistici. Tra i pezzi di rilievo spiccano opere emblematiche come il primo dipinto figurativo, “Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro” (1977), e le tele di ampie dimensioni spesso dialoganti con sculture e interventi che interrogano il concetto di architettura nella pittura.

Parallelamente, la Rocca Albornoz di Spoleto ospiterà un focus dedicato alla scultura con la celebre installazione dei “Dormienti” del 1998 e altre opere che sottolineano il ruolo centrale della scultura nell’arte di Paladino. Questa sezione rappresenta un ulteriore tassello nel racconto completo dell’attività artistica dell’autore campano.

La mostra si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione dei musei nazionali umbri che, attraverso questa iniziativa, mettono in rete due tra le principali istituzioni culturali della regione. L’obiettivo è rafforzare la presenza artistica sul territorio e coinvolgere le comunità locali in un dialogo con l’arte contemporanea.

Una novità assoluta riguarda l’ambito urbano: in collaborazione con il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia, sono previsti interventi artistici inediti nel cuore della città. Dal giugno 2025 è già visibile sulla facciata di Palazzo Baldeschi l’opera “Concerto in piazza”, un maxi telo di 600 metri quadrati ideato da Paladino per abbellire il cantiere dell’edificio della Fondazione. L’opera interpreta le tradizioni umbre con uno sguardo contemporaneo, suscitando interesse tra cittadini e turisti.

Questo telo diventerà fonte d’ispirazione per le luminarie natalizie che, per la prima volta, animeranno Corso Vannucci. Le luminarie, frutto del progetto artistico dell’autore, illumineranno la via con i colori e i segni tipici di Paladino, creando un’atmosfera festosa che attraverserà Piazza della Repubblica fino a Piazza IV Novembre. Questa iniziativa rappresenta un’inedita fusione tra arte contemporanea e tradizione popolare, rendendo omaggio alla cultura e all’identità umbra durante il periodo natalizio.

L’antologica di Mimmo Paladino, quindi, non è solo un evento museale ma anche un progetto che si estende allo spazio pubblico, capace di generare nuove forme di relazione tra arte, città e comunità. Attraverso questo doppio appuntamento, l’Umbria conferma la sua vocazione culturale, valorizzando uno degli artisti contemporanei italiani più riconosciuti al mondo e coinvolgendo il pubblico con un’offerta artistica di grande rilievo.

Dal 31 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, Perugia e Spoleto si trasformano così in un polo d’attrazione per gli appassionati d’arte, proponendo un viaggio tra pittura, scultura e interventi urbani, che raccontano l’intera carriera di Paladino e il suo dialogo con la tradizione artistica e sociale umbra.

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