Riscatto femminile attraverso la cooperazione: le storie di successo raccontate da Legacoop Umbria
Legacoop Umbria, guidata dal presidente Danilo Valenti e coordinata da Liana Cicchi, ha lanciato un progetto innovativo chiamato “Voci di Donna, La cooperazione rosa in Umbria”. Questo progetto mira a raccontare le storie di donne che hanno trovato un’opportunità di riscatto attraverso il lavoro cooperativo. Queste storie non solo valorizzano l’essere donna, ma dimostrano anche come il modello cooperativo sia un modello inclusivo che promuove le pari opportunità.
Secondo un’analisi condotta dal report FragilItalia “Osservatorio sulla parità di genere”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, il 59,4% delle donne occupate a livello nazionale nei settori non agricoli sono associate a Legacoop. Questo dato è significativamente superiore rispetto al 43,4% nelle cooperative non associate e al 42,4% del totale delle imprese italiane.
Nonostante questi dati confortanti, Legacoop Umbria riconosce che c’è ancora molto da fare. Infatti, secondo un’analisi di Agenzia Umbria Ricerche, sebbene ci sia stata una crescita del lavoro nel 2023, la componente femminile, con un aumento del +0,8%, rimane indietro di quasi quattro punti percentuali rispetto a quella maschile, che si attesta ad un +4,5%.
Liana Cicchi, Vicepresidente di Legacoop Umbria, sottolinea l’importanza di dare voce alle donne delle cooperative e di raccontare le loro storie. Queste storie di riscatto sociale e di vita vissuta dimostrano come il lavoro in cooperativa abbia cambiato le loro vite. In particolare, nel settore della cooperazione sociale, le donne rappresentano oltre il 70% degli occupati.
Un recente studio della Banca d’Italia evidenzia che una maggiore inclusione femminile contribuirebbe fortemente alla crescita economica italiana. Infatti, a parità di altre condizioni, un aumento del 10 per cento del tasso di attività femminile accrescerebbe il Pil di circa la stessa percentuale nel lungo periodo. Inoltre, una maggiore partecipazione femminile al lavoro avrebbe effetti benefici sulla natalità, rafforzando un equilibrio demografico fortemente deteriorato e che rischia di compromettere il mantenimento dei livelli di reddito.

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