Ed ora ci dovranno presentare il bilancio arboreo 19-23
Ed ora ci dovranno – Gia’ si sbandiera un attivo di 1.173 alberi a fronte di 1.104 abbattimenti (?) e 2.277 reimpianti ( fonte Numerini a risposta di una interrogazione in data 23 aprile 2024). Fermo restando che se ci basiamo solo sui numeri e parliamo dei 10 anni delle giunte Romizi, dal 2014 al 2023 , l’attivo diminuisce in quanto dal 2014 al 2018 si era sotto di 997 alberi e quindi il bilancio è positivo, ma di soli 176 alberi. Gli alberi comunque non sono pali , sono esseri viventi a cui noi dobbiamo rispetto per ciò che ci offrono come beneficio.
Sarebbe opportuno conoscere quanti dei 1.104 alberi abbattuti (con beneficio di inventario) siano stati valutati con esami oggettivi per le loro malattie, per la loro pericolosità’ o invece per far posto a progetti che si potevano benissimo armonizzare con il patrimonio arboreo esistente. Dei 2.277 reimpianti dichiarati possiamo vedere da soli quanti hanno attecchito e siano cresciuti, quanti riescono a superare la calura estiva senza cure, quanti ci hanno abbandonato lasciando solo il tutore… Ma anche qui sarebbe opportuno che ce lo dicano loro! E poi, e’ vero che piantare alberi in sé compensi la CO2, ma se si abbattono alberi sani e se ne piantano di appena nati ,la CO2 assorbita diminuisce e dunque anche il contrasto al cambiamento climatico. Se si volesse mantenere la stessa quota di assorbimento il rapporto dovrebbe essere almeno 1 a 20 e non 1 a 1.
E poi la storia che non si può ottemperare alla legge che obbliga di piantare un albero per ogni neonato e adottato, perché ci vorrebbero 9 ettari di terreno ,ci sembra pretestuosa per non fare niente. Nel 2021 le nascite sono state 1.076, nel 2022 sono state 1.026 e nel 2023 sono calate a 976. In questi tre anni le adozioni sono state 31. E’ vero , come dice l’assessore ,che i parchi non possono diventare boschi, ma e’ mai stata fatta una mappatura per individuare dove, di volta in volta, poter fare le piantumazioni?
Abbiamo un Comune così esteso dove piantare i nuovi alberi! Se avessimo anche un piano del verde, che manca, il lavoro sarebbe facilitato. Pensiamo quanto sia più coinvolgente per le nuove generazioni sapere, crescendo, che ci sono alberi che crescono con loro. Ma certamente e’ più semplice il lampioncino, ma utile a chi?
Alvaro Lanfaloni
Gruppo ambientalista Ginkgo Perugia

di fronte questi dati che vuoi commentare, si commentano da soli!!!
oltre ad essere arrabbiata sono tanto amareggiata.
un albero adulto abbattuto non vale un fuscello piantato.
cecità ed incompetenza regnano nei banchi del consiglio comunale ma znxhe negli uffici preposti
Al di là della “contabilità” degli alberi, che sono indubbiamente importantissimi, dal Gruppo ambientalista Ginkgo non ho sentito levarsi una voce in merito all’installazione di un’antenna per telecomunicazioni, alta ben 33 metri, con tecnoclogia 5G a S. Martino in colle. Gli abitanti si stanno mobilitando perchè tale antenna sarebbe una vera e propria ferita per il paesaggio e per gli abitanti.
Pertanto, è stato costituito un Comitato spontaneo, denominato “Un’alternativa per l’antenna di S. Martino in colle”, al quale stanno aderendo molti abitanti di S. Martino in colle che hanno espresso una grande preoccupazione. La protesta è dovuta non solo al fatto che le emissioni elettromagnetiche del 5G potrebbero comportare rischi per la salute della popolazione, se non nell’immediato negli anni a venire. Va sottolineato che l’antenna verrebbe posizionata in una zona praticamente centrale rispetto all’intera area abitata. L’introduzione della tecnologia 5G è recente e quindi non ci sono ancora sufficienti studi tecnico-scientifici che assicurino la sicurezza per la salute della popolazione. E’ vero che l’International Agency for Research on Cancer ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza solo come “possibilmente cancerogeni” (gruppo 2B) e non come “probabilmente cancerogeni” (gruppo 2A), ma la preoccupazione degli abitanti di S. Martino in colle è più che giustificabile e condivisibile. Tra l’altro l’antenna si troverebbe vicina all’asilo, alla scuola elementare e alla scuola media, nonché agli impianti sportivi frequentati da giovani. Inoltre, un’antenna di tali dimensioni causerebbe un notevole danno paesaggistico a S. Martino in colle che si trova in una posizione panoramica che rappresenta una caratteristica distintiva della Regione Umbria. Sarebbe quindi una ferita al paesaggio e questo dovrebbe indurre tutti coloro che amano la natura e che apprezzano il paesaggio umbro a protestare contro una sorta di “violenza all’ambiente”. E allora viene da chiedersi dove siano le organizzazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e della salute. Non una voce che si sia alzata nel merito.
Il Comitato fa una richiesta ragionevole e cioè che l’antenna venga spostata in un sito che non arrechi danni al paesaggio ed anche certezze per la salute delle persone. E’ un appello che viene rivolto alle Istituzioni competenti, non da ultimo alla Regione Umbria, che dovrebbero tutelare sia l’ambiente che la popolazione. L’Agenzia ARPA ha la missione di fornire supporto tecnico-scientifico nel campo della “prevenzione dell’inquinamento e della tutela ambientale” e quindi della qualità della vita e della salute dei cittadini. Tra le principali tematiche ambientali di cui si occupa l’Agenzia sono inclusi anche i campi elettromagnetici.
Infine, la “pubblica utilità”, alla quale si appellano le Aziende interessate alle telecomunicazioni con tecnologia 5G, non può e non deve essere considerata più importante dell’ambiente, che è un bene della natura e che tutti hanno il dovere di preservare. Inoltre, anche la popolazione dovrebbe essere tutelata sotto tutti i punti di vista, dall’impatto rovinoso sul territorio al valore economico degli immobili che subirebbero un danno significativo, senza citare il danno al settore turistico.
purtroppo a certi gruppi non interessano i problemi reali, si è visto nel periodo 2020-2022. E quello che lei ha esposto è un problema più che reale, che non sarà risolto perché gli interessi economici sono sopra ogni altra cosa. Che poi quale sarebbe la necessità di questa ” tecnologia”??? Non è certo questione primaria per il cittadino medio.
Ovviamente condivido il suo commento Sig. Mauritzio e lo ringrazio anche a nome del Comitato.