Ago nel polmone del paziente, sette medici andranno a processo
Sette medici dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia sono stati rinviati a giudizio per la morte di Vincenzo Bosco, un paziente di 39 anni deceduto il 26 aprile 2022 dopo essere stato sottoposto ad anestesia prima di un intervento al setto nasale. Il sostituto procuratore Franco Bettini ha chiesto il processo per tutti, tra cui anestesisti e otorinolaringoiatri, tre dei quali specializzandi, con l’accusa di omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario. A riportare la notizia è il Corriere dell’Umbria di oggi a firma di Sabrina Busiri Vici.
I familiari del defunto si sono costituiti parte civile e chiedono un risarcimento di 1 milione e 300 mila euro all’ospedale di Perugia, rappresentato dall’avvocato Mario Mattei, chiamato in causa come responsabile civile.
Secondo la ricostruzione della procura i medici sarebbero responsabili del decesso del 39enne, morto in sala operatoria dopo l’anestesia “a causa di grave insufficienza respiratoria acuta secondaria a polmonite, favorita dalla presenza di corpo estraneo in polmone. Insufficienza respiratoria indotta dalla somministrazione dell’anestesia, con condotte colpose omissive autonome, negligenti ed imprudenti”.
Per evitare la morte, secondo la tesi della procura, sarebbe bastato che Bosco, soggetto con note problematiche respiratorie, fosse stato sottoposto a una radiografia toracica, che avrebbe evidenziato la reazione infiammatoria polmonare prodotta dalla presenza del corpo estraneo e che avrebbe pertanto sconsigliato l’esecuzione dell’operazione.
Il processo inizierà il 19 settembre davanti al giudice Marco Verola, come disposto dal giudice dell’udienza preliminare, Elisabetta Massini.

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