Cerimonia di Consegna, 7 alloggi recuperati in ex convento a Terni

ATER e Regione Umbria Realizzano Intervento di Recupero nel Centro Storico

Cerimonia di Consegna, 7 alloggi recuperati in ex convento a Terni

Cerimonia di Consegna, 7 alloggi recuperati in ex convento a Terni

Cerimonia di Consegna – Martedì 26 marzo segnerà un momento significativo per la città di Terni, con la cerimonia di consegna di sette nuovi alloggi nell’ex convento di San Pietro, situato in via Barnaba Manassei 2, nel cuore del centro storico. Questo progetto di recupero è stato realizzato dall’ATER, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale, e cofinanziato dalla Regione Umbria.

La consegna delle chiavi degli alloggi avverrà durante una cerimonia prevista per le 12 presso l’immobile di via Manassei 2, dove le famiglie assegnatarie, selezionate attraverso un bando dell’ATER per la locazione a canone concordato, riceveranno ufficialmente le loro nuove case.

All’evento interverranno importanti figure istituzionali, tra cui l’assessore regionale alle Politiche della Casa, Enrico Melasecche, il presidente di ATER Umbria, Emiliano Napoletti, e il direttore generale di ATER Umbria, Marco Larini. La presenza di tali autorità sottolinea l’importanza e il valore di questo intervento nel contesto del recupero del patrimonio edilizio urbano e nel soddisfare le necessità abitative della comunità locale.

Il recupero di un edificio storico come l’ex convento di San Pietro non solo contribuisce al riutilizzo e alla valorizzazione del patrimonio architettonico della città, ma offre anche una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno bisogno. L’impegno dell’ATER e della Regione Umbria nel finanziare e promuovere progetti di questo genere dimostra un forte impegno verso il miglioramento delle condizioni abitative e la riqualificazione urbana.

La cerimonia di consegna non rappresenta solo la fine di un progetto edilizio, ma anche l’inizio di una nuova vita per le famiglie che avranno la fortuna di chiamare questi alloggi il loro nuovo “casa dolce casa”. È un passo avanti verso una comunità più inclusiva e un tessuto urbano più vivace e sostenibile.

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