Restauro e valorizzazione dell’Ipogeo dei Volumni è un nuovo inizio
Restauro – Il Comune di Perugia annuncia l’inizio di un ampio cantiere di restauro presso l’Ipogeo dei Volumni, grazie ai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti nel contesto del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (Pinqua). L’iniziativa, presentata da illustri rappresentanti istituzionali, si propone di esplorare, tutelare e valorizzare il ricco patrimonio archeologico dell’area.
Presentazione del Progetto
Il direttore dei Musei Nazionali di Perugia, Costantino D’Orazio, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, l’assessore all’urbanistica Margherita Scoccia e la responsabile dell’Ipogeo dei Volumni-Necropoli del Palazzone Maria Angela Turchetti, hanno presentato il progetto di restauro. Il cantiere si propone di non solo preservare il sito, ma anche di utilizzare tecniche innovative per la ricerca e lo studio.
Tecnologie Innovative per la Ricerca
La ditta CooBeC sarà responsabile dell’esecuzione dei lavori, che comprenderanno l’approfondimento storico dell’area e dei suoi protagonisti. L’utilizzo di tecnologie avanzate, come spettrometria, fotogrammetria, colorimetria multispettrale, termografia e antropometria, sarà fondamentale per esaminare le urne e il loro contenuto con la massima precisione.
Focus sulle Urne della Famiglia Velimna
Il progetto si concentrerà su tre urne della famiglia Velimna, con l’obiettivo di svelare la storia dei sette membri, compreso Arnth Velimnas, il fondatore dell’Ipogeo. Le urne, aperte in passato ma nuovamente sigillate, saranno oggetto di indagini approfondite per rivelarne il contenuto ancora conservato.
Coinvolgimento della Comunità
Il sindaco Andrea Romizi sottolinea l’importanza di investire nella valorizzazione culturale del territorio, destinando parte dei fondi del progetto Pinqua al rilancio dell’Ipogeo dei Volumni. Tale iniziativa, oltre a preservare la storia, offre nuove opportunità turistiche e identitarie per la comunità.
Apertura Straordinaria al Pubblico
Il cantiere sarà aperto al pubblico, che potrà partecipare a visite guidate organizzate e prenotate. Il primo appuntamento è fissato per domenica 4 febbraio, con ingresso gratuito nei siti statali del Ministero della Cultura. Le visite saranno un’opportunità per celebrare l’anniversario della scoperta del sito nel 1840.
Prospettive per il Futuro
L’assessore Margherita Scoccia conclude sottolineando che il Programma Pinqua contribuirà alla rigenerazione e riqualificazione urbana di Ponte San Giovanni e dell’Ipogeo dei Volumni. Questo progetto ambizioso rappresenta un impegno concreto per migliorare la qualità dell’abitare e valorizzare il patrimonio storico-archeologico di Perugia.
L’iniziativa testimonia la volontà di creare uno spazio che unisca passato e presente, coinvolgendo la comunità e promuovendo il territorio attraverso la scoperta e la valorizzazione del suo straordinario patrimonio storico.
Chi erano i sette componenti della famiglia Velimna che riposano da oltre 2000 anni all’interno
dell’Ipogeo dei Volumni? E quali segreti ancora custodiscono?
Iniziamo un anno intenso di lavori che cambieranno il volto dell’area archeologica nota come Ipogeo
dei Volumni e Necropoli del Palazzone, grazie a un finanziamento che vede coinvolti il Ministero della
Cultura-Direzione Regionale Musei Umbria e il Comune di Perugia, celebrando la ricorrenza della
scoperta dell’Ipogeo (4 febbraio 1840) con una iniziativa davvero speciale.
I lavori appena iniziati, condotti dalla ditta CooBeC, interessano tre urne della famiglia Velimna, la più
importante tra le sette rinvenute, quella del fondatore/costruttore dell’Ipogeo, Arnth Velimnas figlio di
Aule, quella della figlia Veilia e quella di un lontano discendente, Publius Volumnius Violens, l’ultimo
ad essere sepolto nella monumentale struttura dopo duecento anni dalle deposizioni più antiche,
quando, con la conquista romana del territorio, il nome della gente muta in Volumni.
I tre fratelli, il nonno e il padre, la figlia di Arnth sono immortalati per l’eternità, riuniti a banchetto,
scolpiti sui coperchi delle urne in travertino, decorate sulla cassa con figure in forte aggetto (teste di
Medusa, demoni femminili alati con torcia), lavorate in parti separate, stuccate e dipinte e riassemblate
con collanti, incastri o perni metallici. L’urna più tarda è in marmo.
Furono aperte nella notte, poche ore dopo la scoperta: a lume di candela, sollevati i pesanti coperchi, si
intravide l’ammasso delle ceneri e delle ossa che contenevano; poi di nuovo richiuse, come leggiamo
nelle scarne relazioni di scavo conservate presso l’Archivio di Stato di Perugia.
I lavori in corso, illustrati ai visitatori già domenica 4 febbraio, hanno lo scopo di indagare con le più
moderne tecnologie (spettrometria, fotogrammetria, colorimetria multispettrale, termografia,
antropometria), le urne e il loro contenuto, là dove ancora conservato.
Sarà possibile restituire l’aspetto originale ai cinerari rimuovendo sporco e incrostazioni superficiali;
documentare le tecniche di realizzazione, l’esistenza di decorazioni dipinte non più visibili, la presenza
di vecchi restauri; realizzare riproduzioni 3D anche tattili; studiare i resti ossei così da conoscere l’età di
morte, eventuali patologie, e confermare la parentela desumibile dalle iscrizioni.
Un compleanno davvero speciale per aggiungere tasselli importanti alla ricostruzione storica e iniziare
nel migliore dei modi un grande Progetto che porterà presto all’inaugurazione del nuovo Parco
Archeologico dei Velimna.
Maria Angela Turchetti,
responsabile dell’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone







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