Tar del Lazio, Alberto Liguori deve lasciare la Procura Ternana

La sentenza emessa dal Tar del Lazio conferma la decisione di non confermare l'incarico

Alberto Liguori lascia la Procura di Terni, bilancio di otto anni
Alberto Liguori

Tar del Lazio, Alberto Liguori deve lasciare la Procura Ternana

Il Tar del Lazio ha emesso una sentenza che ha confermato la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) di non confermare l’incarico di procuratore capo di Terni ad Alberto Liguori. La sentenza ha stabilito che le chat intercorse tra Liguori e l’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, rappresentano una chiara intersezione tra l’attività politico-sindacale del magistrato e le sue funzioni ordinarie. Questo verdetto ha imposto la rimozione di Liguori dall’incarico, con Barbara Mazzullo prontamente reintegrata come facente funzioni.

La sentenza del Tar del Lazio ha sostenuto la tesi del CSM, che ha correttamente evidenziato il pericolo che il magistrato potesse adottare valutazioni influenzate da logiche correntizie anziché da un apprezzamento oggettivo della professionalità. La decisione del Tar ha inoltre respinto i ricorsi presentati da Liguori, sia contro la mancata conferma alla guida della procura, sia contro il bando che ha messo a concorso il posto vacante di procuratore capo di Terni.

Di conseguenza, la procedura del bando per il nuovo procuratore capo prosegue, mentre Barbara Mazzullo ha ripreso il ruolo di facente funzioni. Tuttavia, la vicenda non sembra essere giunta alla sua conclusione, con Liguori che potrebbe presentare un nuovo ricorso al Consiglio di Stato per la sospensione cautelare della sentenza. Lo riporta il Messaggero di Terni a firma di Nicoletta Gigli

Questa vicenda, che ha avuto inizio il 12 gennaio con la decisione del plenum del CSM di non confermare Liguori alla guida della procura, ha registrato numerosi colpi di scena e un susseguirsi di azioni legali. Nonostante la temporanea reintegrazione di Liguori nel suo ruolo, la sentenza del Tar del Lazio ha richiesto nuovamente la sua rimozione, lasciando la questione aperta e aprendo la strada a ulteriori sviluppi in questa complessa e controversa vicenda.

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