Muore cadendo dal tetto, Antonio Cozzali stava effettuando lavori di tinteggiatura
Muore cadendo dal tetto – Un’altra tragica morte si è verificata sul posto di lavoro in Umbria, sollevando ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza in cantiere. Antonio Cozzali, 57 anni, è deceduto dopo essere caduto da una torre mentre stava lavorando presso l’azienda Edilbeton a Taverne di Corciano. Questa è la 19esima vittima di incidenti sul lavoro nella regione dall’inizio dell’anno.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 13 presso la sede dell’azienda, dove Cozzali e suo fratello lavoravano nella snc Decor Grifo, fondata dal padre scomparso. Edilbeton aveva assegnato loro l’appalto per la riverniciatura del capannone, e Antonio Cozzali si trovava sul punto più alto, noto come la “torretta”.
Nonostante il pronto intervento dei sanitari del 118, Cozzali è deceduto poco dopo il suo impatto a terra a causa delle gravi lesioni riportate. La polizia, intervenuta sul posto, ha iniziato ad indagare sulla dinamica dell’incidente, mentre il pubblico ministero Massimo Casucci e il personale dell’ufficio prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro sono stati coinvolti nella ricerca della verità.
Secondo quanto riferito, Cozzali indossava una imbracatura e un casco da lavoro, e sembra che il cavo fosse stato fissato correttamente. Tuttavia, qualcosa è andato terribilmente storto. Attualmente, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e il materiale è stato posto sotto sequestro.
L’avvocato di Edilbeton, Nadia Trappolini, insieme alla responsabile della sicurezza dell’azienda, assicurano che tutte le norme di sicurezza sono state rigorosamente rispettate. Tuttavia, l’incidente sottolinea la necessità di un’attenzione costante alla sicurezza sul lavoro.
Il fratello di Antonio Cozzali, Stefano, lo ricorda come “un uomo completamente dedito al lavoro” e la sua tragica morte rappresenta una perdita incolmabile per la famiglia e gli amici.
I sindacati, tra cui la Cgil dell’Umbria, la Cisl Umbria e la Uil Umbria, insieme ai rappresentanti delle categorie, hanno definito questa ennesima morte sul lavoro come “un’ecatombe continua” e stanno chiedendo un intervento immediato per migliorare la sicurezza nei cantieri. Hanno convocato una riunione con istituzioni e associazioni datoriali per discutere un “Patto per la sicurezza”, nella speranza di porre fine a queste tragedie sul lavoro che continuano a colpire la regione.
La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine, e il reato ipotizzato potrebbe essere quello di omicidio colposo. Per la giornata di oggi sono attesi ulteriori accertamenti.

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