Violentate in piscina: di notte, individuati gli stupratori, ci sarebbe anche un selfie

Violentate in piscina: di notte, individuati gli stupratori, ci sarebbe anche un selfie

Violentate in piscina: di notte, individuati gli stupratori, ci sarebbe anche un selfie

Violentate in piscina – «Avevo perso i sensi. Quando mi sono ripresa c’era un ragazzo che mi stava violentando. Un altro di fianco mi teneva ferma». Il racconto dell’incubo per la 19enne di Fabriano inizia così, che in un momento di distrazione dei suoi aguzzini è riuscita a chiamare la polizia. Loro se ne rendono conto e smettono. “Oh fra’,  oh fra’ scappamo” si dicono.

Quando il gruppetto degli otto giovanissimi si è reso conto che la ragazza della quale stavano abusando, dopo aver perso i sensi, si era ripresa ed era riuscita ad afferrare il cellulare per chiedere l’intervento della polizia c’è stato il fuggi fuggi generale, tant’è che all’arrivo degli agenti il branco era sparito.  E’ quanto emerge dall’integrazione della denuncia presentata alla Polizia di Perugia dalla vittima.

La giovane, assistita dall’avvocato Ruggero Benvenuto di Ancona, ha spiegato infatti alla polizia e al suo avvocato, che aveva perso conoscenza a causa dell’alcol.

Gli investigatori della squadra mobile, diretti da Gianluca Boiano e coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, procedono senza sosta nell’indagine relativa alla violenza sessuale subita da due ragazze di Fabriano nella notte tra martedì e mercoledì in una piscina a Ponte San Giovanni. L’individuazione degli otto giovani, tutti perugini, alcuni di origini nordafricane, coinvolti sarebbe in fase molto avanzata. Decisive per le indagini le analisi dei cellulari delle vittime, in particolare il traffico internet e i dati dell’attività social, che avrebbe permesso di individuare i sospettati, nonostante i nickname. Ulteriori elementi emergerebbero, poi, dalle telecamere di sicurezza del centro sportivo e della stazione ferroviaria. Ma il branco ha le ore contate. Di alcuni sono stati individuati nome e cognome e un paio avrebbero dei precedenti penali specifici. Tutti e otto facevano parte, così come le ragazze, di una chat Whatsapp di gruppo.

L’inferno delle due ragazze, 19 e 24 anni di Fabriano, sarebbe iniziato con l’organizzazione della gita a Perugia partita da una chat di messaggistica con alcuni ragazzi umbri, conosciuti virtualmente e già incontrati in un’altra circostanza. Al loro arrivo alla stazione, sarebbero state prelevate da un ragazzo che, in auto e con altri, le avrebbe accompagnate prima alla festa paesana di Ponte Pattoli poi al party abusivo teatro delle violenze.

 

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