Regioni del centro Italia insieme per combattere l’isolamento

Centro Italia Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria possono lavorare insieme

Regioni del centro Italia insieme per combattere l’isolamento

Regioni del centro Italia – Le cinque regioni del Centro Italia Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria possono lavorare insieme per risolvere problemi di comune interesse al fine di garantire uno sviluppo economico, sociale e culturale a questa importante parte del nostro paese che comprende anche Roma, capitale del nostro Paese.

di Giancarlo Lunghi

Questa parte di Italia tra i due mari,Tirreno e Adriatico può mettere in campo il proprio importante contributo così da aiutare il paese intero ad accendere i motori dello sviluppo utilizzando anche il fondi del  PNRR, Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

Occorre entrare nell’idea che non si può parlaresolo di rilancio del Nord e del Sud di Italia ma anche del  Centro, cioè di quella parte di territorio in mezzo alle altre due realtà e che ha un peso specifico importante.

L’Italia di Mezzo che fa ancora difficoltà a pensarsi insieme ma che vale il 22% degli abitanti della penisola, cioè circa 13 milioni, un quarto del PIL Prodotto Interno Lordo, un quarto degli occupati, circa il 20% dell’export e il 24% del numero delle imprese e il tutto non è certo poca cosa se rapportato a livello nazionale.

Il primo dei problemi riguarda le infrastrutture materiali e immateriali,infatti siamo ancora troppo isolati e le connessioni sono indispensabili per una piena partecipazione alla vita del paese apportando il proprio bagaglio di idee e progetti da condividere e realizzare.

Sulle infrastrutture sono indispensabili migliori   collegamenti tra Tirreno e Adriatico,l’Alta Velocità lungo la dorsale appenninica e le tratte ferroviarie tra l’Umbria le Marche e l’Abruzzo, basti pensare al collegamento ferroviario Roma Orte Foligno Falconara, la Ferrovia Centrale Umbra Sansepolcro Città di Castello Perugia-Ponte San Giovanni Terni L’Aquila Sulmona.

E necessario anche un piano degli aereoportiche oltre a quelli più grandi di Roma Pisa e Firenze assegni un ruolo agli altri a livello regionale a partire da quello umbro il San Francesco d’Assisi.

Il Centro Italia era fino ad alcuni anni fa prevalentemente agricolo. Ha poi vissuto un notevole sviluppo industriale, con un tessuto costituito di piccole e medie realtà manifatturiere e di attività artigianali di alto livello di creatività.

Grazie ai suoi numerosi centri d’arte e a un patrimonio artistico e monumentaledi primo ordine e alle attrezzate località balneari attira ogni anno un gran numero di visitatori e turisti.

L’Italia di mezzo deve fare un patto per politiche condivise e servizi comuni al di là delle diverse maggioranze politiche che governano  regioni e comuni che ne fanno parte, mettendo insieme centrali acquisti ed enti pagatori,gestione dei fondi comunitari e la forza insieme di cinque economie a vantaggio di export, turismo e internazionalizzazione operando come una macroregione almeno nelle linee di indirizzo programmatiche e di concreta attuazione degli interventi più urgenti e di quelli che fanno fare un salto di qualità.

Mettere insieme agenzie digitali, infrastrutture informatiche significa dare servizi per i cittadini e le imprese con un piano unico per la banda larga, sostenendo costi minori e avendo un riflesso positivo sull’occupazione in particolare quella giovanile tutt’ora orientata ad abbandonare queste regioni dove pur essendo oltremodo istruiti sono sottopagati e cercano fortuna altrove e in particolare all’estero in Europa ed in altri continenti a partire da quello Americano, Stati Uniti  in primis e Canada.

Progetti comuni possono essere realizzati nel Turismo a partire da Roma e Firenze e valorizzando le peculiaritàdei diversi territori pieni deipiccoli borghi da far conoscere e nella Sanità investendo le necessarie risorse per rilanciare gli interventi sul territoriocon un nuovo ruolo del medico di base e della medicina territoriale, le case di comunità,l ’assistenza domiciliare e la specializzazione degli ospedali, oltre agli interventi coordinati sulle zone terremotate di Umbria Abruzzo e Marche.

Occorre lavorare insieme anche per rilanciare il profilo industriale e manifatturiero delle 5 regioni, poiché alla base di tutto c’è lo sviluppo economico che porta con se la crescita sociale e culturale di tutti i territori.

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