Brad Mehldau Trio: la quintessenza del Jazz

Brad Mehldau Trio: la quintessenza del Jazz

di Antonella Valoroso

Il New York Times lo ha definito il pianista jazz più influente degli ultimi vent’anni. Brad Mehldau arriva a Umbria Jazz in trio con Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. I tre musicisti, tutti di età intorno ai cinquanta, hanno iniziato a forgiare la loro sonorità di gruppo circa vent’anni fa. Quando hanno iniziato il loro percorso insieme si erano già dimostrati i principali musicisti jazz della loro generazione, ma sul palco di Umbria Jazz non sono sembrati tanto interessati a dimostrare la loro genialità quanto piuttosto a suonare.

Nel corso di una carriera iniziata nei primi anni ’90 e decollata con i suoi acclamati album “Art Of The Trio”, Mehldau ha costruito la sua reputazione, come Jarrett prima di lui, quale improvvisatore jazz per eccellenza. E come Jarrett, ha esplorato altre forme di musica – classica, folk, elettronica – al punto che il termine “musicista jazz” può risultare un po’ riduttivo.

Inizia con “Granada” di Cris Cheek, per passare a Charlie Parker e a Sonny Rollins. Si ferma qualche minuto e ringrazia il pubblico per i good vibes, e poi aggiunge “Siamo fortunati ad essere qui stasera. Umbria Jazz ha segnato la storia della nostra band”.

Strappa più volte applausi con la sua “Where do you start”. Suona ad occhi socchiusi, Mehldau, ricama sui tasti del pianoforte, dialogo con il contrabbasso e poi lascia spazio alla batteria di Jeff Ballard.

Non si fanno pregare troppo per concedere il bis: un pezzo del compositore brasiliano Toninho Horta “Aquelas cosais todas”. Ed è standing ovation.

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