Governance Poll 2023, Donatella Tesei vola al 55, +10,5% rispetto al 2022 📰 [Sole24Ore]

Andrea Romizi - primo cittadino di Perugia - si posiziona al  37/mo posto con 54,5%

Governance Poll 2023, Donatella Tesei vola al 55, +10,5% rispetto al 2022

Governance Poll 2023, Donatella Tesei vola al 55, +10,5% rispetto al 2022

Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, vola a quota 55 nella Governance Poll su 17 presidenti di Regione a elezione diretta. La Governatrice colleziona un +10,5 per cento rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Tesei, lo ricordiamo, è in carica (insediamento ufficiale 11 novembre 2019) alla presidenza dell’Umbria dall’ottobre del 2029, il 27 per l’esattezza, Raccolse il 55,55 per cento dei consensi, contro il 37,48 di Vincenzo Bianconi. Ed è, di fatto, il primo governatore dell’Umbria, a non appartenere alla all’area di centro sinistra sin dalla proclamazione della regione nel 1970.

di Marcello Migliosi

Ceto è che con il 55 per cento ottenuto nella Governance Poll 2023, Donatella Tesei, che è ottava nella graduatoria, pone ottime basi per vincere alle prossime elezioni che la vedranno ancora candidata alla presidenza dell’Umbria. Nella classifica della differenza, rispetto al giorno delle elezioni, la presidente è al 10/mo posto con -2,6.

Nell’indice di gradimento dei sindaci, Andrea Romizi – primo cittadino di Perugia – si posiziona al  37/mo posto con 54,5% (precedente era al 59,8) calando di 5,3 punti percentuale rispetto al giorno delle elezioni. Romizi porta a casa un +6% in due anni.

Il primato quest’anno tocca a Stefano Bonaccini – scrive il Sole24 nelle due “paginate” dedicate alla Governace Poll 2023 -, con un balzo che lo porta a ricevere dal 69% degli emiliano-romagnoli una risposta positiva sull’ipotesi di votare per lui se le elezioni regionali si svolgessero ora. Zaia, comunque, ha poco da interrogarsi sulle ragioni della perdita del posto di vetta, perché il 68,5% di “sì” che lo colloca al secondo scalino rappresenta un risultato rotondissimo. E lo stesso accade per un altro frequentatore delle vette del Governance Poll, il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che con il 64% dei consensi occupa il terzo scalino del podio. Le domande più impegnative, semmai, si affollano ai piani bassi della graduatoria, dove il sardo Christian Solinas con un magrissimo 35% indossa la maglia nera parecchio distanziato da tutti i suoi colleghi. Tra i sindaci titolare di Palazzo Marino, Giuseppe Sala, sale al 65%, seguito da Fioravanti (Ascoli) e Decaro (Bari) ultimo Guarente a Potenza. I primi cittadini hanno in generale gradimenti elevati: per scendere sotto il 50% bisogna arrivare alla 74°esima posizione, quella di Federico Basile di Messina.

«La Governance Poll 2023 ci offre numerosi spunti per riflettere sul rapporto cittadino-amministratore e soprattutto per capire qual è il profilo ideale di sindaco e governatore richiesto dalla popolazione». E’ l’attacco dell’articolo di commento di Antonio Noto, direttore di  Noto Sondaggi. Diventa, quindi, interessante verificare se c’è un filo comune che lega tutti quei primi cittadini e presidenti che hanno incrementato in maniera significativa il proprio consenso. In generale si può affermare che nel giudizio della comunità cala il “pregiudizio” dell’appartenenza politica.

Chi governa è valutato più per l’attività amministrativa che per il partito cui appartiene. Ecco per esempio che il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aumenta il proprio consenso del 17,6%, pur essendo stato sconfitto nella recente competizione politica delle primarie del Pd. Probabilmente durante l’emergenza alluvione i cittadini hanno riconosciuto il presidente come un loro “portavoce”: una figura che li ha difesi, che ha portato le istanze al governo a protezione degli alluvionati e delle attività produttive della zona.

Sarebbe però ingeneroso ritenere che l’aumento del gradimento del presidente emiliano sia dovuto esclusivamente alla gestione del momento emergenziale, visto che già nel Governance Poll 2022 il suo consenso era salito di 13,6 punti rispetto al risultato del giorno delle elezioni. Questo per dire che la reputazione la si conquista nel tempo, non è un valore passeggero od occasionale. Una volta acquisita è difficile poi perderla. Altro vincitore del Governance Poll 2023 è il sindaco di Milano Beppe Sala. In questo caso l’incremento del consenso è stato più contenuto, ma comunque consistente: ha fatto registrare +7,3% rispetto al voto ricevuto nelle urne. Oltre a capeggiare la classifica di quest’anno, Sala è insieme al sindaco di Venezia Brugnaro tra i primi cittadini che hanno aumentato di più il gradimento rispetto ai colleghi.

Anche in questo caso si può parlare di un amministratore che, pur essendo schierato politicamente con il centrosinistra, non ha particolarmente caratterizzato la sua attività amministrativa con provvedimenti ideologici. Nella sua sindacatura ha più unito che diviso i milanesi puntando sulla vivibilità urbana. La sua impronta di governo locale è un mix di provvedimenti riguardanti direttamente sia la qualità della vita della popolazione che lo sviluppo economico del territorio. Tra l’altro, il fatto che i due vincitori del Governance Poll 2023 appartengano a uno schieramento diverso dalla maggioranza di governo è un ulteriore indicatore di come il riferimento politico dell’amministratore passi in secondo piano rispetto alle sue capacità di gestione.

Il filo che lega Bonaccini e Sala non smebra essere la coalizione di centrosinistra, ma quello di essere percepiti dalla popolazione come i difensori di tutta l’opinione pubblica, indipendentemente dalle ideologie, e portatori di interesse degli stessi cittadini. Sono questi i fattori prevalenti che decretano il successo del consenso.



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