Anno giudiziario, Sottani: “Vero pericolo in Umbria è rischio di infiltrazioni mafiose”
“Reati comuni al territorio nazionale, con più sviluppo sono quelli legati al traffico di sostanze stupefacenti, a reati informatici che sono molto aumentati in questo periodo, soprattutto durante la fase della pandemia, e i reati contro il patrimonio, in particolare i furti in abitazione”. A dire questo è il Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, incontrando i giornalisti nel suo ufficio.
“Non c’è un aumento allarmante e soprattutto c’è una risposta in termini di indagine sia della forze di polizia sia delle procure” aggiungendo che il “vero pericolo in Umbria è rischio di infiltrazioni mafiose cui l’attenzione deve essere tenuta molto alta. Il fatto che non ci siano storicamente delle organizzazioni in loco non vuol dire assolutamente che manchino pericoli di infiltrazioni. Basta vedere le indagini che sono state sviluppate sia da Perugia ma anche da altre realtà: penso Brescia, Catanzaro che hanno dimostrato come ci sono soggetti ormai che stabilmente effettuano operazioni di riciclaggio nel nostro territorio. Poi ci sono interdittive antimafia dei prefetti della nostra regione che dimostrano come ci siano ormai molti soggetti collegati alla criminalità. Se poi teniamo conto che alcuni settori, penso all’edilizia, al settore agroalimentare, quello turistico-alberghiero, settori trainanti in Umbria, sono molto esposti al rischio di infiltrazioni, questo secondo me deve essere il pericolo da affrontare con particolare cura”.
Alla domanda sullo stato di salute delle Procure risponde che nell’ultimo anno è stato fatto “un grande sforzo organizzativo”. Secondo Sottani si tratta di “uno sforzo organizzativo encomiabile, perché né la Procura Generale, né le Procure hanno avuto le risorse del PNR, cioè l’ufficio del processo. Sono state un’iniezione notevole anche se a tempo ma che non ha riguardato i nostri uffici requirenti. Quindi secondo me lo sforzo organizzativo che è stato compiuto è stato assolutamente meritevole di considerazione”.
Due parole anche sulle riforme Cartabia e Nordio
Per quanto riguarda la riforma Cartabia il procuratore generale sottolinea che è “una riforma che presenta degli aspetti alcuni molto positivi penso all’informatizzazione del processo penale, alla firma digitale, a cui però ancora mancano alcune norme di attuazione regolamentari che sono essenziali per farla partire. Poi ci sono alcuni aspetti più discutibili come l’improcedibilità in appello che significa chiudere i processi dopo che è stato fatto il dibattimento di primo grado. Per quanto riguarda la riforma Nordio io credo che prima bisogna vedere quali saranno gli effettivi progetti perché adesso si parla attualmente di ritornare a quella situazione di conflittualità che speravamo tutti fosse definitivamente abbandonata. Si parla di idee ma non di un articolato progetto, quando il progetto ci sarà si potrà ragionare secondo me, con più attenzione”.
Ed infine sulle intercettazioni Sottani sostiene che “per alcuni tipi di reati sono essenziali”. Il Procuratore fa l’esempio di quelli in materia di sostanze stupefacenti, o quelli relativi alla criminalità organizzata. “Se ci sono stati abusi – aggiunge -, questi devono essere assolutamente repressi, però non denunciati in modo generico, ma devono essere accertati poi, eventualmente, sanzionati perché la riservatezza è un valore irrinunciabile del nostro ordinamento”.
E sulla procedibilità d’ufficio sostiene che “è una di quelle scelte che il legislatore ha il potere di farlo però bisogna informare l’opinione pubblica. Quando si fanno delle riforme il legislatore deve consapevole delle conseguenze e, soprattutto, per quanto riguarda il diritto non può essere un perenne cantiere, bisogna trovare una sua stabilità”.

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