Omicidio Paggi a Ponte D’Oddi, Cassazione conferma condanna all’imputato
La Cassazione ha confermato la condanna per l’omicidio di Ponte D’Oddi. L’omicida non ha diritto ad ulteriori sconti. L’uomo, difeso dall’avvocato Giuliano Bellucci, ha fatto ricorso in Cassazione contro la condanna a 16 anni per aver ucciso un vicino di casa. Era il 10 aprile del 2019, quando Mirco Paggi venne assassinato a colpi di fucile.
Respinto ricorso
La Corte di Cassazione ha, quindi, respingendo il ricorso della difesa dell’imputato. Per i giudici della Cassazione, l’ipotesi che l’uomo avesse sparato per legittima difesa non troverebbe riscontro nei fatti.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia aveva condannato l’uomo a 16 anni di reclusione, oltre che al risarcimento dei danni subiti dalle parti civili, per i reati di omicidio volontario di Mirco Paggi e di detenzione illegale di arma comune da sparo.
Testimonianze e indagini
La vicenda, da testimonianze e indagini, è stata ricondotta a un litigio tra i due per una richiesta di denaro da parte di Mirco Paggi all’imputato, come corrispettivo di un’attività di volantinaggio svolta dal primo per conto del secondo. I giudici hanno ricostruito il tutto ed è emerso che i rapporti tra i due erano tesi da diverso tempo.
L’ultima chiamata tra i due, a cui avevano assistito alcuni testimoni, non risultava però essere così minacciosa da poter costituire un pericolo da cui difendersi a colpi di fucile. Un diverbio tra i due mai andato oltre le parole, mai diventato fisico.
Il ricorso è stato dunque rigettato. Mirco Paggi, i cui familiari si sono costituiti parte civile con gli avvocati Antonio Cozza e Nicodemo Gentile, voleva i soldi per il lavoro fatto ed è stato colpito a morte.
Omicidio a Ponte d’Oddi di Perugia, uccide il vicino a colpi di fucile ↘Foto↙🔴VIDEO

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