Mostro di Firenze, famiglie vittime: “Riaprire le indagini”

Legali: "C'è una nuova pista su un sospettato"

Mostro di Firenze, famiglie vittime: “Riaprire le indagini”

A un anno e mezzo dall’archiviazione dell’ultima inchiesta al maniaco delle coppiette, meglio conosciuto come il “mostro di Firenze”, a cui sono stati attribuiti otto duplici delitti dal 1968 al 1985, i legali dei familiari di alcune delle vittime chiedono ai magistrati di Firenze di continuare a scavare.

La richiesta ufficiale di riaprire le indagini sul Mostro di Firenze è stata depositata in Procura a Firenze mercoledì mattina, dopo la ferma convinzione dei familiari delle vittime francesi, di andare avanti, oltre la sentenza che attribuisce parte dei duplici omicidi dei fidanzati ai compagni di merenda. I parenti, sostenuti dai loro avvocati, hanno invitato la procura ad approfondire un nuovo filone emerso da accertamenti di parte, che porterebbe a un sospettato. Una persona che in passato era già finita nel mirino degli investigatori, a carico della quale adesso sarebbero emersi nuovi e più forti indizi.

Avvocato perugino Valter Biscotti

La riapertura delle indagini porta la firma di un collegio di tre avvocati: l’Avvocato Antonio Mazzeo in rappresentanza di Daniele Kraveichvili, sorella di Jean Michel Kraveichvili, vittima del c.d. “Mostro di Firenze”, nel duplice omicidio commesso a Scopeti di San Casciano e di Rosanna De Nuccio, sorella di Carmela, vittima nel duplice omicidio commesso a Scandicci nel giugno 1981; l’Avvocato Vieri Adriani in rappresentanza di Anne Lanciotti, figlia della defunta Nadine Mauriot e l’avvocato perugino Valter Biscotti in rappresentanza di Estelle Lanciotti, figlia maggiore della defunta Nadine Mauriot. Al collegio degli avvocati si aggiunge anche Paolo Cochi, scrittore e giornalista super-esperto sulle indagini del Mostro.

Molte furono le piste e i depistaggi. Da Pietro Pacciani, il più noto tra le persone indiziate, alla condanna dei suoi “compagni di merende”, fino alle ipotesi di possibili mandanti, di sette sataniche e tantissime altre ipotesi.

La richiesta di riapertura è relativa alle indagini archiviate nel novembre del 2020 nei confronti dell’ex legionario Giampiero Vigilanti, estremista di destra, conoscitore di tutti i luoghi dei delitti e ben conosciuto dai Vinci come dai compagni di merenda ma anche del medico perugino Francesco Narducci che a suo dire ben conosceva e frequentava in Toscana negli anni del Mostro.

Nelle istanze poi viene precisato dai legali, “si richiama espressamente l’attenzione su una pista riguardante un sospettato presente in un vecchio dossier dei carabinieri, mai approfondita e mai entrato nella famosa lista dei sospettati, un dna presente sulle buste anonime e sulla scena del crimine, una pistola Beretta calibro 22 sparita nel nulla e potenziali testimoni da sentire”.

Il consulente dei pool di avvocati, lo scrittore e giornalista Cochi, da diversi mesi avrebbe individuato un personaggio, mai indagato formalmente eppure attenzionato per tutta una serie di caratteristiche compatibile con il Mostro o i Mostri di Firenze. Questo personaggio – soltanto sfiorato dalla giustizia – risulterebbe in un dossier specifico.

«Cerchiamo la verità attraverso una nuova indagine – afferma il penalista Valter Biscotti -. Gli atti contengono tracce finora trascurate per l’individuazione del killer».

Una riapertura del caso è possibile per due motivi: il primo, sono rimasti irrisolti i tre duplici omicidi dal 1974 al 1981 (tutti gli altri attribuiti con sentenza definitiva ai compagni di merende); secondo aspetto, la numerosa partecipazione dei familiari delle vittime alle richieste ufficiali che sarà difficile ignorare.

Pur essendoci ancora il massimo riserbo da parte degli avvocati dalla richiesta ufficiale emerge un faldone. Scrivono i legali: “approfondimenti di indagine, successivi al giugno 1985, nei confronti di persone sospettate di cui al dossier dei CC a cura del Nucleo Provinciale e a firma del Maggiore Sebastiano Anzà, redatto nell’ottobre 1984 (cfr. volumi 7a e 8a)- b)- c)- d) dell’indice generale processo Pacciani 1994)”. Un dossier semi-sconosciuto che potrebbe fare stavolta la differenza nella decisione della riapertura delle indagine. C’è un nome nuovo, una storia nuova e potenziali testimoni da ascoltare.

Il secondo faldone è anche in questo caso poco conosciuto. Si tratta del fascicolo relativo a quanto dichiarato da un’autostoppista diretta verso Borgo San Lorenzo la quale riferì che, il 26.9.85, la persona che le aveva dato il passaggio le anticipò la notizia della lettera contenente reperti organici provenienti dal cadavere di Nadine Mauriot ed indirizzata al magistrato Silvia Della Monica.

Le indagini sul mostro intanto non sarebbero mai state chiuse del tutto neppure dalla procura fiorentina, dove sarebbe ancora aperto un filone per un presunto depistaggio. Il Mostro di Firenze è uno dei misteri italiani che ancora oggi suscita dibattiti, ricerche, libri e filmati.

Chi è il Mostro di Firenze
Il Mostro di Firenze è il nome con cui i media italiani indicarono il “maniaco delle coppiette”, autore di sette duplici omicidi tra il 1974 e il 1985 nella provincia di Firenze. A lui fu collegato un ottavo delitto, forse il primo, ma di attribuzione incerta, commesso nel 1968. Tutti gli otto omicidi attribuiti al “mostro di Firenze” vedevamo come vittime giovani coppie appartatesi nelle campagne fiorentine. Oltre alla tipologia della vittima, gli omicidi avevano come comune denominatore l’arma: una Beretta calibro. 22 Long Rifle caricata con munizioni Winchester marcate con la lettera “H” sul fondello del bossolo. Tutte le coppie, a parte l’ultima, si trovavano in auto. Le vittime sono state spesso rivenute con ferite d’arma bianca, e in diversi casi il killer si è accanito con ferocia sul corpo delle donne, asportandone il pube. In soli due casi le donne uccise sono state mutilate del seno sinistro.
Il mostro di Firenze, chi erano le vittime
Otto duplici omicidi, violenti e sanguinosi, segnarono profondamente Firenze e il resto d’Italia. Il primo, ricondotto solo in un secondo momento al mostro di Firenze, avvenne diversi anni prima, nel 1968, rispetto ai successivi 7, avvenuti tra il 1974-1985. Barbara Locci e Antonio Lo Bianco Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini Giovanni Foggi e Carmela De Nuccio e Stefano Baldi e Susanna Cambi Paolo Mainardi e Antonella Migliorini Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch Claudio Stefanacci e Pia Gilda Rontini Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot
Chi è Pietro Pacciani: l’uomo accusato di essere il Mostro
Accusato, arrestato e condannato in primo grado dal tribunale di Firenze per sette degli otto duplici omicidi, Pacciani fu poi assolto in appello nel 1994. La Cassazione annullò la seconda sentenza e ordinò un nuovo processo nel 1996. Il processo però non poté mai iniziare, poiché Pacciani fu trovato morto, mezzo nudo, con tracce nel sangue di un farmaco anti-asmatico, il 22 febbraio 1998. Non si ha quindi una sentenza finale sull’innocenza o colpevolezza di Pacciani.
Mostro di Firenze, le indagini
Le indagini sul mostro di Firenze non si sono mai fermate. Gli inquirenti tentarono in tutti i modi di trovare il colpevole. Molti furono i depistaggi e le ipotesi, ma solo in un secondo momento si arrivò a un punto di svolta. Infatti solo successivamente furono presi in esame i grossi movimenti di denaro sul conto in banca di Pacciani. Dalla metà degli anni Novanta le indagini coinvolsero anche alcuni amici di Pacciani, i cosiddetti “compagni di merende”: Mario Vanni; Giancarlo Lotti; Fernando Pucci; Giovanni Faggi. Faggi fu assolto in tutti e tre i gradi di giudizio, mentre Pucci accusò gli altri due indiziati, dicendo di essere stato testimone oculare di due degli otto duplici delitti. Si arrivò quindi all’ipotesi che Pacciani, Vanni e Lotti fossero gli esecutori materiali degli otto duplici omicidi. Vanni e Lotti alla fine furono condannati solo per quattro degli otto omicidi. In questo modo si arrivò all’ipotesi che ci fossero dei mandanti dietro i delitti del “mostro di Firenze”, il movente sarebbe stato di natura magico-esoterica. Ma le ipotesi e le indagini non si concludono qui. Si ipotizzò che fosse coinvolto anche un gastroenterologo, Francesco Narducci, trovato morto in barca poco dopo l’ultimo dei duplici omicidi, ma questo filone non portò poi a nulla di concreto.


 

1 Commento

  1. non ha commentato nessuno e quindi ci provo io ,bisogna fare altre indagini,con i mezzi moderni,confrontare dna,fare vedere foto di sospettati che non sono state fatte vedere ai testimoni di travalle,e sentire dei possibili testimoni che io avrei.

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