Il caso Narducci e le ombre irrisolte sul mostro di Firenze

Il caso Narducci e le ombre irrisolte sul mostro di Firenze

Un incontro a Perugia riaccende l’attenzione sul caso

di RitaPaltracca

Perugia, 16 maggio 2026 – La vicenda del “Mostro di Firenze” continua a proiettare ombre lunghe e irrisolte. Un cono d’ombra che da decenni alimenta nuove ipotesi, contraddizioni e zone grigie, un intreccio di delitti e misteri ancora avvolti nel buio rileva un lungo e complesso mosaico investigativo legato alla figura del mostro di Firenze (identificazione creata dalla stampa del tempo dei fatti) generando interrogativi, che a distanza di tempo hanno segnato la storia della cronaca nera italiana.

Tra il 1968 e il 1985, una serie di omicidi compiuti nelle campagne fiorentine ha lasciato un solco profondo nella memoria collettiva, alimentando paure, sospetti e un dibattito pubblico che non si è mai davvero sopito. Le vittime erano giovani coppie in cerca di privacy, colpite durante le notti di luna nuova con modalità ricorrenti e una violenza che ha reso il caso uno dei più enigmatici del paese. Le indagini, protrattesi per lungo tempo hanno prodotto processi, condanne, assoluzioni, piste alternative e ricostruzioni spesso contraddittorie tra loro. Nonostante gli sforzi investigativi, l’identità del responsabile o dei responsabili non è mai stata definita con certezza. L’assenza di prove materiali decisive, come DNA o impronte digitali, ha alimentato un alone di incertezza che ancora oggi avvolge l’intera vicenda.

Tra le ramificazioni più controverse dell’inchiesta emerge il caso di Francesco Narducci, medico perugino trovato morto nelle acque del Lago Trasimeno nel 1985. La sua scomparsa, inizialmente classificata come incidente, è stata successivamente riletta alla luce di nuovi elementi che hanno portato la Procura di Perugia a riaprire il fascicolo negli anni 2000. Le circostanze della morte, le discrepanze tra i documenti, le testimonianze contraddittorie e le ipotesi di depistaggio hanno trasformato il caso in un capitolo autonomo, ma strettamente intrecciato alle indagini fiorentine. Il nome di Narducci è stato accostato, nel tempo, a piste che ipotizzavano la presenza di mandanti o gruppi organizzati dietro i delitti del mostro ma nessuna di queste ipotesi ha trovato conferme definitive, il fascicolo ha continuato a generare interrogativi, soprattutto per le anomalie riscontrate nella gestione delle prime fasi dell’indagine. Oggi, la speranza di una risoluzione definitiva è affidata alle moderne tecnologie forensi. La possibilità di riesaminare i reperti storici con strumenti di analisi genetica non disponibili negli anni Ottanta potrebbe fornire la prova mai trovata ma la ricerca della verità oltre quella giudiziaria è importante per dare una risposta definitiva alle famiglie delle vittime che ancora attendono una giustizia vera.

In questo contesto complesso e stratificato si inserisce il nuovo appuntamento della rassegna “Oltre il Mistero”, in programma giovedì 21 maggio 2026 alle ore 17:30 alla Libreria Ubik di Via Cortonese, 131 a Perugia con ingresso libero. L’incontro, dal titolo “Oltre il mistero… Il caso Narducci”, intende riportare al centro del dibattito pubblico uno dei capitoli più controversi e discussi delle indagini collegate al mostro di Firenze.

I protagonisti dell’incontro saranno:

Alvaro Fiorucci, giornalista e autore del libro “48 Small” (Morlacchi Editore), offrirà una ricostruzione documentata delle fasi più delicate dell’inchiesta con l’occhio e la penna legato alla sua professione;

Giuliano Mignini, pubblico ministero che ha condotto le indagini perugine, porterà la sua esperienza diretta, maturata in anni di lavoro sul fascicolo;

Francesco Falcinelli, legale della famiglia Narducci, approfondirà gli aspetti giuridici e le criticità emerse nel corso delle indagini.

A moderare l’incontro saranno Annamaria Romano, presidente dell’Associazione Culturale Clizia, e Pasquale Guerra, docente e scrittore.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Clizia, dalla Libreria Ubik Perugia, dall’Associazione Penelope Umbria, dal Presidio del Libro, con la collaborazione di Rai Umbria e BCC Banca Centro Toscana Umbria.

L’obiettivo dell’appuntamento è mantenere viva l’attenzione su un caso che continua a generare domande e che, nonostante decenni di analisi, non ha ancora trovato una verità condivisa.

Possibilità di riservare un posto a seduta chiamando il tel.075 5008173

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