Il lavoro riparte e Assisi trascina la crescita regionale su
Turismo Umbria traina l’Italia con 4.120 assunzioni estive Assisi spinge arrivi e presenze, frenano petrolio e guerre mondiali ora
L’Umbria corre controcorrente e si prende la scena nazionale del turismo. Nel trimestre maggio-luglio 2026 le imprese umbre del comparto turistico prevedono 4.120 assunzioni, segnando la crescita più alta d’Italia in un settore che, nel resto del Paese, rallenta e in molti territori arretra. Il dato emerge dal bollettino Excelsior realizzato da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e all’Unione europea e racconta una regione capace di accelerare mentre gran parte del Centro Italia registra valori negativi.
L’aumento previsto rispetto allo stesso periodo del 2025 è del 17%. Tradotto in numeri significa 600 ingressi in più rispetto alle 3.520 assunzioni programmate un anno fa. Nello stesso arco temporale l’Italia segna invece un calo medio dell’1,3%, mentre Toscana, Lazio e Marche restano sotto lo zero.
Il risultato conferma un clima di forte fiducia tra operatori turistici, strutture ricettive, ristoranti e servizi collegati all’accoglienza. Dopo il record raggiunto nel 2025, con oltre 3 milioni di arrivi e quasi 8 milioni di presenze, l’Umbria punta ora a consolidare la propria crescita e a rafforzare il ruolo del turismo religioso e culturale.
Assisi trascina il sistema turistico regionale
Il motore principale della crescita resta Assisi. La città di San Francesco continua ad attirare pellegrini, visitatori e gruppi organizzati provenienti da tutto il mondo. Il 2026 rappresenta infatti un anno simbolico per la spiritualità francescana e per il richiamo internazionale legato a San Carlo Acutis.
Gli 800 anni dalla morte di San Francesco stanno alimentando un calendario di eventi, celebrazioni e appuntamenti culturali che coinvolgono l’intera regione. Accanto a questo percorso si inserisce anche il ventesimo anniversario della morte di Carlo Acutis, figura sempre più centrale per il turismo religioso internazionale.
Il Santuario della Spogliazione si conferma uno dei luoghi più visitati dell’Umbria. Dal 2019 custodisce il corpo di Carlo Acutis e negli ultimi mesi ha registrato un flusso costante di fedeli, soprattutto giovani e pellegrini stranieri. Nei primi quattro mesi del 2026 le presenze comunicate dal santuario hanno sfiorato quota 400mila.
Per sostenere l’aumento degli arrivi, la struttura ha rafforzato l’accoglienza internazionale introducendo nuove iniziative religiose e momenti dedicati ai pellegrini. La presenza di celebrazioni in lingua inglese e di appuntamenti mensili dedicati alla spiritualità francescana punta ad ampliare ulteriormente il richiamo globale della città.
Crescono alberghi, ristoranti e servizi turistici
La spinta del turismo si riflette direttamente sul mercato del lavoro. Le imprese umbre dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi collegati all’accoglienza stanno aumentando le richieste di personale per affrontare una stagione che si preannuncia intensa.
Nel solo mese di maggio le assunzioni previste salgono a 1.320, con un incremento del 23,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che appare ancora più significativo se confrontato con il quadro nazionale, dove il settore registra un calo superiore al 12%.
A trainare la crescita è soprattutto la provincia di Perugia. Nel trimestre maggio-luglio le aziende del territorio prevedono circa 3.300 nuovi ingressi, con un aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Anche il Ternano mostra segnali positivi, pur con numeri più contenuti, registrando un incremento vicino all’8%.
La crescita interessa l’intera filiera turistica. Hotel, agriturismi, ristoranti, servizi di accompagnamento e attività legate agli eventi stanno programmando nuove assunzioni per rispondere a una domanda che continua ad aumentare.
L’Umbria prima in Italia per crescita occupazionale
Nel confronto nazionale l’Umbria conquista il primato assoluto per incremento delle assunzioni nel turismo. Alle sue spalle si collocano Valle d’Aosta, Basilicata, Piemonte e Calabria. In fondo alla classifica compaiono invece alcune delle principali regioni turistiche italiane, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.
Il dato assume un peso ancora maggiore considerando il quadro economico generale. In molte aree italiane il comparto turistico sta affrontando una fase di rallentamento legata ai costi energetici, all’aumento delle spese operative e alle incertezze internazionali.
L’Umbria riesce invece a mantenere alta l’attrattività grazie alla combinazione tra turismo religioso, patrimonio artistico, natura ed eventi culturali. Il territorio continua inoltre a beneficiare della crescita del turismo lento e dei percorsi legati ai cammini spirituali.
Le incognite legate a petrolio e crisi internazionali
Nonostante i dati positivi, il quadro resta fragile. Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, invita infatti alla prudenza. Secondo il numero uno dell’ente camerale, una parte delle assunzioni potrebbe essere collegata alla necessità di sostituire lavoratori che lasciano il settore turistico.
Negli ultimi anni molte attività hanno registrato difficoltà nel reperire personale stabile, soprattutto tra i giovani. Turni impegnativi, stagionalità e minore disponibilità di tempo libero stanno spingendo diversi lavoratori verso altri comparti.
Accanto al tema occupazionale pesa poi la situazione geopolitica internazionale. Le tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e il rialzo del prezzo del petrolio continuano a rappresentare un elemento di forte incertezza per tutto il comparto turistico.
Durante il periodo della rilevazione Excelsior il prezzo del greggio aveva superato i 100 dollari al barile. Una dinamica che rischia di incidere sui costi di trasporto, sui viaggi internazionali e sulle spese sostenute dalle imprese del turismo.
Secondo Mencaroni, gli operatori potrebbero non aver ancora assorbito completamente gli effetti economici della crisi energetica e delle tensioni internazionali. Per questo motivo il bilancio finale della stagione estiva dipenderà anche dall’evoluzione dello scenario globale.
Il turismo umbro punta a superare nuovi record
Nonostante le incognite, il sistema turistico regionale guarda all’estate con fiducia. L’obiettivo resta quello di superare i risultati record raggiunti nel 2025 e consolidare il ruolo dell’Umbria tra le destinazioni più dinamiche del turismo italiano.
Gli eventi legati a San Francesco, le iniziative dedicate a Carlo Acutis e la crescita del turismo spirituale stanno rafforzando la visibilità internazionale della regione. Allo stesso tempo aumentano le opportunità occupazionali per migliaia di lavoratori stagionali.
La sensazione diffusa tra gli operatori è che il 2026 possa rappresentare un passaggio decisivo per il consolidamento dell’economia turistica umbra. Molto dipenderà dalla tenuta dei mercati internazionali e dalla capacità del territorio di trasformare l’attuale spinta in una crescita strutturale e duratura.>

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