Caro Carburante, Umbria rischia ulteriore isolamento, a rischio stop

Autotrasporto, Unatras, sottoscritto protocollo con il ministero

Caro Carburante, Umbria rischia ulteriore isolamento, a rischio stop

Una giornata decisiva sul fronte trasporti. Le organizzazioni di settore oggi sono convocate nella sede del ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili per tentare una mediazione e trovare possibili soluzioni per far respirare un settore ormai in agonia. Se non dovessero trovare soluzioni sarà sciopero. E’ stata indetta per sabato una grande manifestazione a Perugia. Luogo e orario della manifestazione di sabato, che vedrà insieme tutte le sigle sindacali della categoria aderenti a Unatras, sono da confermare perché si attende l’ok della questura.


Fonte: Corriere dell’Umbria


“Come associazione abbiamo chiesto provvedimenti a sostegno della categoria sotto forma di credito d’imposta per i maggiori costi fin a qui sostenuti per il carburante e la riduzione dell’incidenza delle accise che vi gravano, le più alte d’Europa – evidenzia Marina Gasparri, responsabile regionale della Cna per il settore trasporti -. Ma soprattutto è indispensabile introdurre definitivamente un meccanismo di adeguamento automatico del costo del carburante”.

In Umbria le imprese di trasporto sono 1.658. Uno stop dei Tir vorrebbe dire meno rifornimenti di merce al commercio con inevitabili problemi di approvvigionamento e possibili ripercussioni sui prezzi. E’ saltato, invece, lo sciopero che era previsto per ieri e che all’ultimo è stato stoppato dalla commissione garanzia per mancato preavviso.

“Alcune imprese hanno comunque scelto spontaneamente di fermarsi per l’impossibilità di far fronte da sole agli aumenti record del costo di benzina – racconta Maurizio Longo, segretario generale di Trasportunito -. In Umbria la percentuale di coloro che sono rimasti fermi non sembra essere significativa ma essendo una decisione spontanea, è presto per dirlo”.

Sulla questione interviene anche la Filt Cgil: “Il caro-carburanti rischia di compromettere la stabilità della rete dei servizi di trasporto in Umbria”: è quanto afferma in una nota la Filt Cgil dell’Umbria che parla di “una regione già malamente gestita in termini di infrastrutture e trasporti in genere, che con questo nuovo grave problema rischia veramente un pre-collasso”.

“Se è vero che parliamo di un problema di carattere nazionale ed internazionale – commenta per la Filt Cgil Ciro Zeno – è altrettanto vero che la nostra regione sconta, come noto, un grave ritardo infrastrutturale, che la rende molto meno flessibile di altre in termini di vettori alternativi e integrazione tra tipologie di mobilità (gomma e ferro in particolare)”.

Secondo la Filt Cgil, al di là dei “sogni” legati al Pnrr, sigla che ormai “viene inserita in qualsiasi ragionamento o analisi da una politica altrimenti stagnante”, la realtà è quella di un “trasporto su ferro, sia di persone che di merci, sfibrato e incapace di sostituire l’abnorme ricorso alla gomma, nonostante la scarsa qualità delle strade”.

“Questa regione rischia di aggravare ancora il proprio isolamento – conclude Zeno – motivo per cui la politica e le istituzioni locali devono fare immediatamente pressione sul governo e sulle istituzioni europee affinché si interrompa immediatamente questo vile sciacallaggio da parte dei petrolieri Italiani sui prezzi dei carburanti. Alle affermazioni del ministro Cingolani, che parla apertamente di una vera e propria truffa, devono seguire i fatti: è il tempo di agire ed invertire la rotta in questo Paese, forte con i deboli e debole con i forti”.

1 Commento

  1. Il Sig. Ciro Zeno dice anche cose sensate, ma anche lui si dimentica che la Regione è stata mal gestita per quanto concerne le infrastrutture e i trasporti da vari decenni, non da oggi. E’ certo che, data la situazione attuale, tutti i nodi vengono al pettine e la Regione paga oggi il prezzo degli errori del passato.

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