Teleriscaldamento della scuola Montessori ko e i bambini sono al gelo, vi sembra giusto?
I genitori dei bambini della Scuola Materna Maria Montessori congiuntamente, per il tramite dei propri rappresentanti, all’esito della riunione telematica tenutasi in data 30.11.2021 con la partecipazione della Dirigente Scolastica, del personale docente e della referente del Comune in persona della Dirigente dell’Unità Operativa Edilizia Scolastica, rilevano la necessità di rappresentare quanto segue.
La Scuola Materna Maria Montessori si trova all’interno di uno de condomini di Via Fonti Coperte interessati dal distacco del teleriscaldamento della centrale di Prepo già noto alle cronache.
La scuola ospita 40 bambini tra i 3 e i 5 anni in due sezioni, a cui offre una didattica ispirata al metodo montessoriano ed un servizio di mensa interna; allo stato peraltro è stata riorganizzata negli spazi disponibili per il rispetto della normativa covid.
dai Rappresentante Sez A. e Rappresentante Sez B
La situazione di indisponibilità del teleriscaldamento e del coinvolgimento in questa della nostra scuola era già nota da tempo ed era stata comunque rappresentata dall’istituto in via formale al Comune con pec del 7 ottobre 2021 chiedendo gli interventi necessari ed evitare di trovarci oggi – 1 dicembre 2021 – in questa situazione.
Ad ottobre il Comune aveva rappresentato – in via informale – che l’alternativa poteva essere quella di un trasferimento temporaneo (ma a tempo non definito) nello spazio dell’ex asilo nido Lilliput – attualmente dismesso. Detta struttura presenta dimensioni molto più ridotte di quella attualmente in uso, è composto di solo due ambienti e di 1 bagno con n. 4 servizi a misura non congrua per i bambini della materna (e che questi dovrebbero condividere in 40 e con il personale). Il locale non è dotato di spazi per il servizio di mensa interna, né – ovviamente – di ambienti che permettano lo svolgimento delle attività didattiche (Basti considerare che la struttura ospitava precedentemente un asilo nido con capienza di 19 bambini). Inoltre in tali locali non si vede come possano essere rispettare le cautele normative imposte a contrasto dalla pandemia Covid (come per esempio rispettare le “bolle” o avere una stanza covid). Il personale docente e non, i genitori e l’Istituto evidenziavano quindi da subito dette criticità ai referenti del Comune, chiedendo che fossero valutate soluzioni diverse per garantire ai bambini la possibilità di rimanere nella scuola o – se proprio impossibile – di disporre di altri ambienti ma che fossero idonei.
Nel frattempo già ai primissimi giorni di novembre si sapeva che il teleriscaldamento non sarebbe stato mai più riattivato, ma definitivamente spento e smantellato dalla ditta che lo gestisce per ragioni di non convenienza economica. (anche qui nel silenzio più totale delle Istituzioni che non sono intervenute in sostegno né economico, né morale di tutti i concittadini che stanno subendo i gravissimi disagi di questo sopruso).
Il Comune, nuovamente sollecitato per valutare una soluzione alternativa che potesse garantire la fruizione della scuola fino al ripristino del riscaldamento condominiale, forniva delle stufette elettriche ed operava dei sopralluoghi volti a verificare i costi e la fattibilità di un impianto a pompe di calore (che avrebbe potuto essere utilizzato anche come condizionatore d’estate peraltro) o almeno di un adeguamento dell’impianto elettrico con potenziamento della rete al fine di garantire un incremento del riscaldamento elettrico (attualmente se si attacca un’altra stufa la corrente salta) per poter “resistere” fino al ripristino del riscaldamento condominiale.
Nel frattempo le temperature sono scese e ad oggi la scuola è fredda, le stufette in dotazione non sono più sufficienti e non è possibile implementarle per i limiti di tenuta dell’impianto elettrico.
Nella riunione di ieri ci aspettavamo che il Comune ci desse conto degli accertamenti svolti, della spesa che prevedevano e pertanto della soluzione che riteneva di porre da subito in essere; ciò che invece ci è stato riferito (al pari di ottobre) quanto segue:

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