‘Ndrangheta, il comune di Perugia ammesso come parte civile nel maxi processo
Il Comune di Perugia è stato ammesso come parte civile nel maxi processo contro i 95 imputati delle due inchieste coordinate dalla Dda di Catanzaro “Malapianta” e “Infectio” e che vede nel mirino ventitré perugini. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare. Il giudice ha inoltre rigettato le eccezioni di incompetenza territoriale, che resta, dunque, di Catanzaro.
Per motivi di spazio le udienze preliminari si stanno celebrando nell’aula bunker del carcere di Rebibbia visto il numero di parti coinvolte nel procedimento. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata e reati di natura contabile.
Alcuni degli imputati hanno chiesto di poter accedere a riti alternativi (abbreviato e patteggiamento), tutti gli altri procederanno con l’eventuale processo ordinario. Il Comune di Perugia ha avanzato una richiesta risarcitoria pari a tre milioni di euro. Palazzo dei Priori è rappresentato dall’avvocato Massimo Brazzi.
Sono parti civili anche il Comune di Cutro, la Regione Calabria e diverse società.
RELAZIONE SINTETICA DEL PROCURATORE SPECIALE, AVV. BRAZZI
All’udienza preliminare del 3 luglio scorso, tenutasi nell’aula bunker del Carcere di Roma- Rebibbia, il Comune di Perugia, tramite il procuratore speciale, Avv. Massimo Brazzi, si è costituto parte civile nel procedimento penale a carico di 95 imputati, pendente presso il Tribunale di Catanzaro per gravissime ipotesi associative di “stampo ndranghetista” e per una serie di “reati-fine” che spaziano dal traffico illecito di sostanze stupefacenti, al riciclaggio, al traffico di armi, alla truffa, all’estorsione, al falso in bilancio e reati tributari. La costituzione è stata circoscritta alle sole imputazioni consumate nel perimetro del Comune di Perugia e che hanno destato grandissima eco mediatica. La richiesta di una provvisionale, immediatamente esecutiva, pari ad euro 3.000.000,00 è stata formulata sulla base della gravità dei delitti ascritti agli imputati, che hanno provocato un serio danno all’immagine, alle attività produttive, all’economia locale, alla libertà di autodeterminazione delle vittime, alla salute della cittadinanza, alla libertà imprenditoriale ed in generale alla regolarità dello svolgimento delle attività commerciali. La costituzione di parte civile è stata ammessa ieri dal Giudice dell’Udienza Preliminare: con riferimento ai giudizi abbreviati richiesti da alcuni imputati ed accettati, nell’interesse del Comune, dallo stesso procuratore speciale, il processo si definirà nel mese settembre, mentre nei confronti di coloro che hanno optato per il rito ordinario si dovrà attendere la chiusura dell’istruttoria dibattimentale.
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