Tassa etica, replica consiglieri di maggioranza Comune di Perugia

Tassa etica, replica consiglieri di maggioranza Comune di Perugia

Consiglieri proponenti chiariscono il testo, votato in città

Perugia, 11 giugno 2026 – I consiglieri comunali proponenti dell’ordine del giorno sulla tassa etica intervengono con una nota ufficiale per chiarire il senso del documento approvato in aula. La presa di posizione arriva dopo le critiche espresse da una consigliera di opposizione, che aveva contestato il testo collegandolo al tema dell’accesso dei minori alla pornografia. Nel comunicato, i firmatari ricordano che l’ordine del giorno è stato votato nel corso della seduta consiliare di lunedì scorso e che il suo obiettivo è esclusivamente quello di esprimere una valutazione politica su una specifica misura fiscale. Il riferimento è alla cosiddetta tassa etica, un prelievo aggiuntivo che colpisce i redditi generati da attività legate alla produzione e diffusione di contenuti per adulti. I consiglieri sottolineano che il dibattito si colloca all’interno delle competenze di indirizzo del Consiglio comunale e che il documento approvato non modifica in alcun modo la normativa vigente. Si tratta, spiegano, di una presa di posizione che intende evidenziare criticità e implicazioni di principio legate a questo tipo di tassazione.

Il primo punto che i proponenti ritengono necessario chiarire riguarda la tutela dei minori. Nel comunicato si afferma che l’ordine del giorno non sostiene in alcun passaggio l’accesso dei minori alla pornografia, né minimizza la rilevanza educativa, culturale e sociale dei temi legati alla sessualità e al rispetto del corpo. Secondo i consiglieri, la tassa etica interviene su un piano diverso: colpisce redditi prodotti da persone adulte, nell’ambito di attività considerate lecite dall’ordinamento e già sottoposte alla tassazione ordinaria, sia essa IRPEF o IRES. Per questo, confondere la protezione dei minori con una sovrattassa sui redditi di adulti consenzienti viene giudicato un errore di impostazione. La nota insiste sulla necessità di tenere distinti i livelli del discorso. Da un lato, la protezione dei minori, che richiede strumenti specifici di controllo, educazione e responsabilità delle piattaforme digitali. Dall’altro, la scelta di introdurre o meno un prelievo fiscale aggiuntivo su attività economiche legali, che pone questioni di equità tributaria e di neutralità dello Stato rispetto ai comportamenti privati degli adulti.

Nel documento, i consiglieri proponenti allargano poi lo sguardo al quadro nazionale. Se davvero si vuole affrontare il tema dei giovani, dell’educazione e dell’affettività, sostengono, occorre interrogarsi sulle scelte legislative che incidono sulla possibilità di costruire percorsi formativi aperti, seri e consapevoli. In questo contesto viene richiamato il d.d.l. Valditara, recentemente approvato in Senato, indicato come un passaggio che, a giudizio dei firmatari, rende più complesso affrontare in modo strutturato nelle scuole argomenti come la sessualità, il consenso, il rispetto reciproco e l’identità. Il riferimento serve a collocare la discussione sulla tassa etica dentro un quadro più ampio di politiche educative. I consiglieri ribadiscono che i minori si proteggono attraverso controlli efficaci sull’accesso ai contenuti, con programmi educativi adeguati, con la responsabilità delle piattaforme digitali e con strumenti normativi mirati. La tassazione dei redditi degli adulti, spiegano, non può sostituire queste politiche e rischia di spostare l’attenzione dal cuore del problema.

Un altro passaggio del comunicato riguarda il riferimento al femminismo, utilizzato nella critica dell’opposizione. I consiglieri proponenti definiscono questo richiamo fuorviante e affermano che il tema della dignità delle donne merita rispetto, ascolto e impegno quotidiano, non un uso strumentale all’interno di un dibattito fiscale. La nota sottolinea che la lotta contro la violenza di genere, le discriminazioni e gli stereotipi richiede politiche dedicate, risorse, servizi e un lavoro culturale profondo. Collegare questi obiettivi a una sovrattassa sui redditi di chi opera in un settore legale viene ritenuto un accostamento improprio, che rischia di semplificare eccessivamente questioni complesse.

I Consiglieri
Cesare Carini
Lorenzo Mazzanti
Lorenzo Ermenegildi Zurlo

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